Che c’entrano Foa e Pontiggia con l’oggettività?

Di

foa marcellodi Bruno Samaden

Cosa ci facessero Marcello Foa e Fabio Pontiggia a parlare di rapporto tra giornalismo e verità con due colonne della professione come Milena Gabanelli e Ferruccio De Bortoli appartiene ai misteri della vita.

Un po’ goffamente, l’incauto Pontiggia ha portato al centro del dibattito anche il tema dell’oggettività: “Prendere una posizione è inconciliabile con l’informare correttamente?” Non si sa veramente da che punto iniziare a rispondergli, ma una buona partenza sarebbe sicuramente chiedergli se legge il proprio giornale e in particolare gli articoli propagandistici e vergognosamente schierati del suo caporedattore Gianni Righinetti. O, più semplicemente, se si sia accorto di chi è stato per anni il datore di lavoro di quello che, ora, guida il gruppo editoriale cui appartiene il quotidiano di Muzzano. Marcello Foa è stato alle dipendenze di quel Silvio Berlusconi che ha usato i propri giornali come manganello verso chiunque non la pensasse come lui: avversari politici, economici, calcistici, tutti nel tritacarne in allegria. “Il Giornale” nel quale Foa ha sempre avuto incarichi di rilievo, ha montato, tra le altre, inchieste farsa come quella su Telekom Serbia per legnare mezzo Centrosinistra, quella sulla storia della casa di Montecarlo per bastonare Gianfranco Fini o quella sul direttore del quotidiano cattolico “Avvenire” reo di aver parlato male di lui: quest’ultimo, col suo cognome, ha tristemente contribuito al neologismo di “Metodo Boffo”, usato quando si vuole bastonare senza motivo qualcuno senza prove e solo perché ti sta sulle palle.

Un (ex) dipendente di Berlusconi a fare il sapientone sul rapporto tra giornalismo e verità fa un po’ ridere di suo, ma fa completamente sbellicare se lo fa seduto al cospetto di una giornalista d’inchiesta come poche nel giornalismo attuale e di quello stesso De Bortoli che, nell’editoriale di commiato dal Corriere della Sera, ha tirato bordate su Renzi e il suo governo “di una debolezza disarmante” paventando pure un “odore di massoneria”. Commiato, tra l’altro, preso si dice perché ne aveva a sufficienza delle ingerenze del premier e del suo entourage. A proposito di oggettività.

Chi lo sa se questo bel convivio non abbia fatto capire a Foa e Pontiggia quale sia il vero ruolo di un giornale. Chissà, soprattutto, se tutte le cose giustissime che sono state dette aprano la strada a un giornalismo meno di bottega e più fedele ai fatti. Quelli con cui, parole di De Bortoli, un giornalista non deve mai polemizzare.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!