Cristina Zanini Barzaghi: “M’impegno molto, sono perseverante… e a volte anche rompiscatole”

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Di

Zanini Barzaghidi Jacopo Scarinci

“M’impegno molto, sono perseverante… e a volte anche rompiscatole”, così la municipale socialista uscente di Lugano, Cristina Zanini Barzaghi, sta vivendo la campagna elettorale con la quale punta alla riconferma in Municipio. Con noi di GAS ha parlato di peculiarità femminili, programmi, cose da correggere e di ciò che immagina per la sua città: a partire dal miglioramento dell’equilibrio tra famiglia e lavoro.

Potenziare il doposcuola, le mense scolastiche e allargare le fasce di orario per la cura dei bambini: una visione al femminile in Municipio quale contributo potrebbe apportare per questi e altri problemi con cui le donne e le mamme si confrontano giornalmente?

Un migliore equilibrio fra famiglia e lavoro è un vantaggio non solo sociale, ma anche economico, sia per le donne sia per gli uomini. Se aiutiamo le donne a lavorare possiamo favorire l’impiego di personale indigeno, ridurre la disoccupazione femminile e nel frattempo aumentare le entrate fiscali. Anche nell’amministrazione comunale si può fare di più: il tema delle pari opportunità non è trattato con sufficiente attenzione. Più donne in politica significa avere maggiore attenzione per questi temi e introdurre un modo di lavorare più sensibile alla mediazione e meno conflittuale.

Prima che una candidata, lei è una donna: in cosa si sente arricchita personalmente da questa campagna elettorale e qual è il suo contributo personale? Cosa sta mettendo di suo in campo?

Ogni campagna elettorale, indipendentemente dal risultato, è un’esperienza utile per conoscere altre persone, confrontare idee e ascoltare i desideri della popolazione. Ho promosso un incontro fra tutte le donne candidate al Municipio il 4 marzo scorso che ha avuto un buon successo. Abbiamo visionato il film “Dalla cucina al parlamento” sulla lunga storia del suffragio femminile in Svizzera. Penso che proporrò anche in futuro dei momenti simili. Solo lavorando unite possiamo sostenerci a vicenda e riuscire a sensibilizzare la cittadinanza sui temi più urgenti da affrontare, come ad esempio le disparità salariali e il congedo parentale.

Lugano ha evidenti problemi di viabilità, il traffico è in costante aumento. Secondo lei, il trasporto pubblico offre una valida alternativa all’uso dell’automobile o ritiene che occorra venga potenziato? In che modo?

Noi ticinesi siamo molto dipendenti dall’automobile e sicuramente la scarsa offerta dei trasporti pubblici ha un influsso determinante. In città la rete bus è abbastanza buona e la ferrovia con Tilo e Alptransit ha una sicura potenzialità. Ci sono per contro delle grosse mancanze per i quartieri periferici e l’agglomerato, dove urge un potenziamento delle frequenze dei bus, specialmente la sera e nei giorni festivi. Una possibilità potrebbe essere l’introduzione del taxi-bus, che ho proposto in Consiglio comunale qualche anno fa. Per permettere lo sviluppo dei poli sportivo e congressuale è indispensabile una vera rete tram. Non da ultimo bisognerebbe favorire maggiormente la mobilità pedonale e ciclabile.

Quali progetti avete intenzione di portare avanti per fronteggiare la crisi della piazza finanziaria luganese?

Innanzitutto bisogna capire da dove viene la crisi. Vi sono due fenomeni su scala mondiale inarrestabili che riducono i posti di lavoro e creano forte concorrenza: la digitalizzazione e la globalizzazione. Il mondo del lavoro cambia ed è sempre più interconnesso: noi e gli altri ci muoviamo più facilmente sia realmente sia virtualmente. Rendere l’economia cittadina più diversificata e meno dipendente dalla finanza è una necessità. Dobbiamo puntare su quanto sappiamo fare bene e riscoprire anche competenze dimenticate. Credo nel rafforzamento del polo universitario, con il previsto master di medicina, che aiuterà a sviluppare nuovi settori professionali legati alla ricerca e alla sanità. Inoltre occorre promuovere un turismo più sostenibile legato alla natura, allo sport e alla cultura e riscoprire l’agricoltura e la gastronomia locali, come settori professionali interessanti.

Politica e socialità devono andare sempre di pari passo: riguardo all’emergenza occupazionale, ha in mente qualche progetto particolare?

Il progetto lavoro dava opportunità occupazionali nell’amministrazione cittadina ed è stato praticamente smantellato senza aver prima analizzato le casistiche e l’efficienza. Nella nuova legislatura dovremo essere più attenti a questo tema. Le aziende che ricevono mandati pubblici devono essere obbligate ad assumere più apprendisti e a riqualificare i disoccupati. È necessario sostenere i giovani a formarsi e a promuovere delle attività in proprio perché stiamo perdendo molto sapere in ambito artigianale: molte aziende famigliari chiudono o passano la conduzione a persone non residenti, meno sensibili all’interesse generale del Paese. Nel settore pubblico è possibile creare nuovi posti di lavoro in ambiti particolari come ad esempio la custodia sociale per edifici abitativi comunali o il servizio taxi-bus.

Che cosa sente che la distingua in particolare?

Penso di essere una persona sensibile agli aspetti sociali e ambientali e in grado di affrontare i temi aziendali tipici di un’amministrazione. Ho un curriculum di esperienze utili che mi aiutano: la formazione tecnica, in un ambito prettamente maschile, l’esperienza famigliare, la conduzione di una piccola azienda, l’insegnamento, la partecipazione attiva in diverse associazioni professionali e femminili, la politica in un piccolo ex comune quale Carabbia. M’impegno molto, sono perseverante… e a volte anche rompiscatole.

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