È la Lega il partito delle tasse

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Di

Zali Liadi Bruno Samaden

Superba l’entrata a gamba tesa di Franco Ambrosetti sulla Legge sulle Imprese Artigianali e sul relativo albo, la cui iscrizione obbligatoria è stata bollata, in un’intervista a “Il Caffè”, come “una nuova tassa”.

Noi per primi, il 22 febbraio, abbiamo spiegato le incongruenze e i pericoli della legge voluta dal leghista Claudio Zali (http://gas.social/2016/02/22/ahi-ahi-signora-lia/), portando testimonianze di un umore che è sempre più diffuso e sempre meno felice di questo provvedimento protezionista che avrà risultati ben diversi dagli obiettivi sbandierati da Zali e dalla Lega dei Ticinesi. Un provvedimento che sarà un salasso per le nostre aziende più che un deterrente per i padroncini, e che viene difeso con il solito sgrammaticato ardore dal “Mattino”. Ieri, infatti, in mezzo al solito florilegio di insulti, offese, k e $, è partito l’avvertimento al Consiglio di Stato di non osare far retromarcia sull’albo degli artigiani.

La veemenza con la quale il domenicale leghista difende questo salasso (in molti casi si parla di migliaia di franchi) è indicatrice, come nota anche Ambrosetti, del nuovo corso in via Monte Boglia. Dalla tassa sul sacco ai radar, dalla tassa sui generatori di traffico alla trovata dell’iscrizione all’albo LIA si capisce benissimo come ormai il vero partito delle tasse sia proprio la Lega dei Ticinesi. La ricetta è semplice: sfregio delle istituzioni che assicurano loro lauti stipendi e prebende, offese continue a municipi e Consiglio di Stato dove sono presenti in massa, un manganello pronto all’uso ogni domenica e riescono sempre, ma davvero sempre, a distogliere l’attenzione da quello che sono veramente. Fuffa e tasse.

Intanto, mentre i leghisti collezionano condanne per frode elettorale a Losone e figuracce come la promozione del fratello della Pantani a Chiasso, i nostri piccoli imprenditori, quelli che tirano la carretta, che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, sono costretti a pagare franchi su franchi per questa legge voluta da Claudio Zali.

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