Fa mia ul Trump…an!

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Di

bignasca borisdi Alessandro Schirm

Il Boris si sbilancia e rilascia a Legatv, l’unico medium a cui frega qualcosa dei suoi profondi pensieri, un’intervista sulle primarie americane.

“Secondo me Trump è a metà tra il Nano e Berlusconi. Nel senso che come il Nano è un personaggio anti–establishment, ha evidenti toni populisti e patriottici e ha proposto l’idea del muro, che però lui vuol far pagare ai messicani…. mentre è come Berlusconi per come sa usare molto bene la comunicazione moderna, la televisione certo, ma soprattutto i social network. È chiaro che non la crisi economica che c’è personalità con quel carisma raccolgono la rabbia della popolazione”.

Già un incrocio tra il Nano e Berlusconi fa accapponare la pelle. Immaginiamoci di inserire anche una spruzzata di Trump ed ecco il mostro perfetto. Nella sua paranoia edilizia, Boris condivide chiunque voglia costruire muri, probabilmente è una deformazione professionale. Possiamo supporre che se la famiglia Bignasca fosse stata di viticoltori avrebbe condiviso le idee di tutti gli ubriaconi in circolazione.

Insomma, votare Trump è votare il nulla. A parte le sue sparate, le reali possibilità di incidere sulle questioni statunitensi come la politica estera o la migrazione sono le stesse che hanno i democratici. Nessun piano, nessuna ricetta. È curioso vedere questi personaggi reggersi la coda in una specie di internazionale fascista, un’internazionale che vede nei profughi e nelle migrazioni l’opportunità di guadagnare potere senza dovrer estrarre soluzioni. E anche la sinistra dovrebbe accettare una cosa, la gente in realtà non vuole le soluzioni: vuole i proclami, vuole gli slogan, vuole credere che si stia facendo qualcosa di incisivo, anche se poi non cambia nulla. Il 9 febbraio è li a dimostrarlo.

Ora che bisogna rivotare come aveva detto Bertoli, qualcuno ha cambiato idea? Noi crediamo molto pochi.

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