Gobbi, il Ticino e gli attentati di Bruxelles

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Di

gobbi normandi Corrado Mordasini

Norman Gobbi viene intervistato da legatv in merito agli attentati di Bruxelles. Il Ticino è sicuro? Che facciamo noi di fronte all’ondata integralista?

“Per contrastare questo genere di attività riveste pure un ruolo fondamentale il presidio del territorio grazie all’operato della Polizia cantonale e delle comunali ma anche, e soprattutto, la vigilanza della popolazione. Grazie alle segnalazioni di situazioni sospette da parte dei nostri cittadini, le nostre sentinelle sul territorio, è possibile fermare e contrastare anche fenomeni terroristici”.

Le sentinelle del territorio? Per fermare i terroristi? E quanti ne hanno fermati? Gobbi è bravissimo a farsi amare dai ticinesi, adorabile cicciopalla. Quelli conviti che il Bin Laden qui lo sgamavano subito, perché la Tilde, che c’ha l’elefantiasi ed è sempre lì dietro la finestra a guardare, sa tutto quello che succede in paese. Per non parlare dell’Olindo, che da quando è in pensione fa i cavagni nel suo garage (è anche bravo eh!) che da sulla strada e sa chi passa e chi no, non gli scappa una gugia. E la Jessica del dentista? La piccolina? Quella lì si ricorda a memoria tutte le targhe del paese, pensa che volevano mandarla al suissgotstalent.

Meno male che ci siamo noi a lottare contro il terrorismo islamico, che ha sicuramente in testa di distruggere qualche bellissimo borgo ticinese. Probabilmente i piani per far saltare la posta di Corcapolo o mitragliare gli anziani del centro sociale di Russo già sono scritti e giacciono in qualche cantina irachena o caverna yemenita. Comunque, se quelli lì mettono fuori il naso io c’ho ancora il ’31 del nonno e una palla in testa non gliela toglie nessuno!

Norman, sentinelle a parte, ma credi davvero che il Ticino corra pericoli? Il fatto che nello scacchiere internazionale e mondiale noi non contiamo un cazzo, quello, non ti passa per il cervello eh?

Sì… le sentinelle… ma valà!

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