I dolori dell’anima

Di

Dolori animadi Corrado Mordasini

A inizio mese, Massimiliano Robbiani chiedeva al suo governo, come fa quasi giornalmente, scartavetrando i cabasisi alla cancelleria, informazioni sugli asilanti. Stavolta presi di mira da Robbiani sono i casi psichiatrici.

C’è una pochezza emotiva, un’aridità di sentimenti che impedisce a certe persone, anche se sono passate attraverso episodi dolorosi, di capire cosa sia l’empatia. Immedesimarsi negli altri, per certe persone, è semplicemente impossibile: la loro psiche non è attrezzata all’uopo. Se poi aggiungiamo la paranoia antistraniera, raggiungiamo dei picchi di assurdità che fanno vergognare noi di essere ticinesi e di dover condividere il respiro con Robbiani e i suoi accoliti. Ci dispiace di dover parlare per l’ennesima volta di lui, ma la valanga di cagate che il gran consigliere leghista riesce a snocciolare mensilmente fa veramente impressione.

Partendo dal presupposto che buona parte dei richiedenti viene da realtà di guerra con bombardamenti, esecuzioni sommarie e dittature, l’angoscia e i problemi psichiatrici dovrebbero essere quasi una garanzia di onestà. Ma no, questo a Robbiani non frega, perché lui i profughi non li vuole proprio, nemmeno quelli veri (antagonisti di quelli falsi, che secondo i leghisti sarebbero il 99%) e allora vuole sapere quanti dei suoi preziosi soldini vanno per pagare le menti spezzate di povera gente che non ritroverà mai più la serenità. Che rabbia che mi viene. Sarà contento Robbiani che mi fa arrabbiare. Mi fa arrabbiare perché mi ricordo di mia madre che ancora quando io ero piccolo si svegliava di notte con i tuoni per la paura dei bombardamenti. Nessuno l’ha mai aiutata la mia mamma, non c’erano quelle cose lì degli psichiatri, allora. Ingoiavi la tua paura come un grumo di catarro e la tenevi giù, sperando che non ti facesse vomitare.

E il governo, il mio governo, gli risponde al Robbiani, anche se dovrebbe mandarlo a fare un giro del piazzale a calci in culo: 7.

Sono 7 i richiedenti d’asilo, su 1’043 ricoveri. Lo 0,5% del totale. 7 persone. 7 piccole storie. 7 sacchi di ossa. 7 teste con i capelli ricci o lisci. 7 facce nere, marroni, rosa. 7 anime sfilacciate.

4’000 e rotti franchi a ricovero ci costano quei 7. Grosso modo, ironia della sorte, quanto costa in media alla cancelleria del Gran Consiglio evadere un’interpellanza del cazzo di Robbiani.

Ormai Massimiliano non è più che un primate, un ammasso di carne ossessionato e perseguitato dai suoi fantasmi, che ha come palliativo al suo stato d’angoscia continua il perenne stillicidio del nemico straniero. La sua aridità lo divorerà lentamente, lasciando solo un involucro secco e polveroso, affamato di un’anima che ormai è volata via da un pezzo.

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