In viaggio con Harry

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Di

libridi Selene

Il nostro viaggio ha inizio nell’Inghilterra del 1915. Harry ha appena 5 anni. È da lì che lui ci accompagna, attraverso le strade della sua lunga vita, sino a giungere al nostro incontro, room 1707 ospedale di New York City. È il 29 maggio 2011, manca un solo giorno al suo compleanno.

È una di quelle sere tiepide di fine inverno, si è appena concluso lo spettacolo in teatro. Camminiamo verso l’auto. Si parla, come spesso accade, di libri. Abbiamo da poco incontrato questo nuovo scrittore, inglese di nascita, americano da moltissimi anni. E siamo annegate nei suoi tre libri sciogliendoci in un affetto inspiegabile. Harry Bernstein ci ha conquistate, siamo avvolte dalle sue parole, dai suoi sentimenti quasi inespressi ma che arrivano dritti al cuore. Parliamo della sua infanzia difficile nella tetra provincia inglese d’inizio ‘900, ci confrontiamo sull’intolleranza ebrea e cristiana degli abitanti di Brook Street, misera strada di Stockport, cittadina industriale del Lancashire, ricordiamo commosse l’incontro con Ruby. Sorprese e affascinate da un uomo che è alla fine della vita e che ha saputo dirci e darci tanto con le parole dei suoi 94, 96, 99 anni.

E qui, nelle strade ormai deserte di una notte romana, arriviamo all’idea, diamo anima ad un sogno. Incontrare Harry Bernstein, e farlo in occasione del suo compleanno numero 101.

In viaggio con Harry

È maggio, la partenza è ormai a giorni. Il contatto è stato stabilito e commosse leggiamo più volte i messaggi giunti da New York. Bruce, dopo un primo contatto interlocutorio, ci apre le porte. Harry e la figlia Adraenne scrivono poco dopo, saranno felici di vederci e il nostro cuore balza di emozione e impazienza.

L’arrivo a New York però ci coglie con brutte notizie. Harry è in ospedale, dice la voce triste di Adraenne nella nostra prima telefonata. È dispiaciuta anche per noi, ma la situazione è grave e lascia capire che non sarà possibile vederlo. Tristezza, delusione ci avvolgono. Decidiamo di non disturbarla ulteriormente e chiediamo a Bruce di informarci sulle condizioni di Harry. Abbiamo solo quattro giorni americani e decidiamo di andare avanti con il nostro programma, vedere i luoghi di Harry. E partiamo dal fondo. Brick Township, New Jersey, la sua casa azzurra. La panchina sul lago, con lo sguardo puntato sul salice piangente, ancora germoglio ma grande per significato. La passeggiata intorno al lago, le quasi due miglia di Harry e Ruby stretti per mano e nell’anima. La scritta sulla porta di casa che invita il visitatore ad essere paziente, perché in casa hanno bisogno di tempo per giungere alla porta ed aprirla.

La vicina di casa ci osserva curiosa ma sorridente. Le parliamo, ricorda con noi Harry che ha ormai lasciato la sua casa da due anni per vivere con la figlia a Brooklyn. Bany è gentile, affettuosa con Harry. Ci racconta di un inverno molto freddo, con la neve implacabile che aveva coperto strade e case, la difficoltà per spostarsi. E il loro pensiero a Harry, nella casa accanto, con i suoi anni e il rischio di aver necessità di un medico. Non sarebbe stato possibile, troppa neve impediva l’uso dell’auto, dice Bany, e per noi vicini era un pensiero. Guarda la casa azzurra, i fiori sono bellissimi, le chiediamo se qualcuno si occupa di loro. Ci penso io, dice con semplicità. Innaffio i miei e anche quelli di Harry. Poi entra in casa e prende per noi tre bottigliette d’acqua. Fa molto caldo, se volete fermarvi la panchina di Harry è in ombra e c’è sempre un vento dolce. Lì passiamo l’ora successiva, commosse, in pace, felici. Con un vento leggero che agita le fronde del salice di Ruby.

New York

Città piena di numeri New York, per noi. 68th west, la prima stanza ammobiliata di Harry e Ruby, il dentista al n. 42, la piccola casa al top floor in 373 Bleeker street, il teatro del Village alla 14th. E poi la casa più grande per l’arrivo del piccolo Charles, 10th floor in Lower Manhattan. I luoghi di Harry.

Infine domenica 29 maggio, ore 3 pm, room 1707. È Bruce che ci da la notizia. Harry sta meglio, Adraenne ci aspetta e con lei Harry. Bruce è protettivo, ci avverte delle condizioni di Harry, è un colpo al cuore, dice, vederlo in quello stato. Ma sarà felice di incontrarvi. Non stiamo nella pelle, emozionate e commosse. Siamo tre sconosciute, un po’ folli, ma il desiderio sta per realizzarsi.

Ci muoviamo verso l’ospedale con i nostri doni portati da casa e l’anima piena di emozione.

Il resto è intimo, straordinario, fatto di sorrisi caldi di Adraenne, di sguardi intensi e parole sussurrate di Harry, di domande, racconti, e affetto forte e sincero. Harry è debole ma trova la forza di firmare i nostri nove libri. Sul primo scrive qualcosa di più, with all best wishes. Thank you for your gift of coming to see me. Guardiamo la sua grafia incerta, riconoscenti e ammirate da quest’uomo con il corpo consumato dalla vita e gli occhi curiosi e attenti. I’m sorry I am here as I would have liked to take you to the restaurant, a mexican restaurant. A very good one. Chiede delle nostre famiglie e del lavoro in Italia. Ci dice che a gennaio 2012 uscirà il suo quarto libro, in Italia prima ancora che negli States. È su Rose, la sorella enigmatica e rivoluzionaria.

Le due ore nella stanza 1707 volano in un battito d’ali. È ora di andare, Harry è stanco. La sua mano calda e liscia stringe la nostra, il suo sguardo si pianta nei nostri occhi. Adraenne ci accompagna sino all’uscita dell’ospedale, un lungo e caldo abbraccio ci separa da lei. Donna straordinaria, serena e forte. Il suo sorriso ci ha accompagnate nelle nostre esitazioni. Ci rendiamo conto, le diciamo, che il nostro viaggio concepito al solo scopo di incontrare Harry può apparire un po’ strano. Ci interrompe, I love strange replica con una risata.

Harry Bernstein muore il 3 giugno, quattro giorni dopo la nostra visita. Nato in Inghilterra, si trasferisce negli stati uniti con la famiglia dopo la prima guerra mondiale. Nel 35, a 25 anni, sposa Ruby. Nel 2002, dopo la morte della moglie con cui ha passato sessantasette anni, comincia a scrivere. Ha 92 anni.

Il muro invisibile 2006

Il sogno infinito 2008

Il giardino dorato 2009

La sognatrice bugiarda 2012

tutti pubblicati dalle edizioni Piemme

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