La madre di Satana è sempre incinta

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Di

isis 2di Alessandro Schirm

Dobbiamo fermarli alle frontiere, dobbiamo fare più controlli, dobbiamo aumentare la polizia, dobbiamo far intervenire l’esercito.

Inutile.

Il terrorismo allo stato attuale è inarrestabile. Sì, forse riusciamo a catturarne qualcuno o a sventare qualche attentato, ma saremo sempre in affanno. Come per l’informatica, ogni volta che si inventa un protocollo di sicurezza, c’è un hacker che riesce a crackarlo. O i ladri d’auto: ogni sistema antifurto in più crea ladri capaci di violarlo, e alla fine viviamo di rincorse per creare sistemi sempre più sicuri e inattaccabili. Ma la sicurezza non esiste. Il terrorismo islamico attuale è come il dissesto climatico. Abbiamo distrutto e inquinato il pianeta ed ora ne paghiamo le conseguenze. Per assurdo, anche i famosi spalancatori di frontiere non hanno colpe. Le colpe, anzi, sono di chi ha ghettizzato ed emarginato le frange musulmane, e non è un caso che esse siano in Francia e in Belgio, che negli ultimi due secoli hanno imperversato in Africa e nel Maghreb.

Ma torniamo alla madre di Satana. Cos’è? L’esplosivo preferito dall’ISIS, un liquido che ha l’80% del potere esplosivo della dinamite ma si può produrre comprando gli ingredienti tranquillamente in un supermercato. È il perossido di acetone, composto di acetone e disinfettanti (http://www.internazionale.it/video/2016/03/22/l-esplosivo-piu-usato-dai-terroristi-dello-stato-islamico).

I terroristi sono composti da cellule slegate tra loro, non hanno carri armati o aerei, gli basta avere del filo elettrico e dell’acetone per togliere lo smalto per le unghie. L’esplosivo non è rilevabile. Sono disposti a morire. Ogni battaglia usando i canonici metodi di guerra o di intelligence è automaticamente persa. Scopo dell’ISIS è provocare l’Occidente, fino al punto che porti delle truppe di terra nel Califfato e che inizi una guerra vera e propria. Poi chiamerà disperatamente tutti i fedeli alla jihad e verranno da tutti i paesi iniziando una guerra globale e trascinando con sé i Paesi coinvolti. Tutto lì. Non è nemmeno un caso che gli eserciti occidentali e anche i russi si limitino a bombardamenti senza farsi coinvolgere in un’invasione di terra che ha, psicologicamente e non solo, una valenza ben diversa.

Possiamo vincere, possiamo farlo ignorando gli attentati e continuando a vivere, stando attenti e svegli, emancipando i musulmani delle banlieues e dei ghetti, dando loro delle prospettive perché non cadano in mano all’ISIS. Non vinceremo costruendo muri idioti o creando campi di concentramento. Sarà la non violenza, sarà il buonismo l’unico modo di vincere. Le nostre bombe porteranno solo le loro bombe.

Prima lo capiamo e meglio è.

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