Le utilissime mozioni dell’UDC

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Di

bambini piantodi Marco Narzisi

L’UDC, ogni volta che si tratta a livello parlamentare un tema su cui è contraria, ci ammorba da anni con il ritornello stantio e ammuffito del “Ci sono cose più importanti, ci sono altre priorità”. Ci piacerebbe sapere dall’UDC quali sono dunque le grandissime urgenze e priorità della mozione presentata dal consigliere nazionale democentrista Lukas Reimann per chiedere, pensate un po’, il ritiro ufficiale della domanda di adesione all’UE.

“Bravo!”, direte voi, “BASTA UE!!”… e su questo possiamo sicuramente essere d’accordo (ma non apriremo qui il dibattito, scordatevelo): il punto è che tale mozione in questo momento ha la stessa utilità delle istruzioni per salare il baccalà tradotte in lituano, è un atto di mero e pleonastico principio, non per chissà quale tentazione europeista, ma semplicemente perché quella famosa domanda di adesione fu inoltrata nell’ormai lontano 1992, quando l’UE non esisteva nemmeno ed era infatti indirizzata all’allora Comunità Economica Europea (CEE). Capite? Proprio a un altro organismo che non esiste più! Quel documento, come sottolinea il consigliere federale Burkhalter, probabilmente non esiste nemmeno più fisicamente, o giace in qualche remoto cassetto di qualche funzionario che magari sarà anche andato in pensione, e negli atti ufficiali la Svizzera non risulta da nessuna parte né come Paese candidato all’adesione, neanche potenziale.

Insomma, è come se tu andassi oggi dalla tipa che ti filavi 20 anni fa, e che non ti ha cagato all’epoca, e le dicessi: “Senti, bella, guarda che io non voglio stare con te, ok? Dimentica quando ti andavo dietro 20 anni fa.” Riuscireste a immaginare una risposta diversa da un sonoro “E ‘sti cazzi”?

Reimann probabilmente nella sua foga anti-UE voleva emulare il ritiro dell’adesione dell’Islanda: peccato che non ha considerato che l’Islanda aveva avviato un negoziato già da tre anni per poi abbandonarlo, e c’è una bella differenza. In tutto questo, il tempo di noi contribuenti è stato sprecato perché il Consiglio federale potesse dare la pacchetta sulle spalle a Reimann e dire sostanzialmente: “Ok, diremo alla UE per la trentesima volta che non vogliamo andarci, basta che smetti di piangere, su…”

E per citare qualcun altro: e nümm a pagümm…

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