L’occupazione secondo la Lega

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Di

torricelli silviadella Redazione

È affascinante vedere un movimento, che ha fatto della lotta ai culi di pietra uno dei propri cavalli di battaglia, sprecarsi con tanta foga per fabbricarli. I culi di pietra hanno solo il vantaggio di essere lì da tempo, e ormai la Lega che bazzica il potere da vent’anni i suoi bei culoni di pietra ce li ha. Questo non vuol dire però che non possa, con pazienza e perizia da scalpellino, crearne di nuovi appena gliene si presenta l’opportunità. Due esempi, entrambi legati al funzionamento della legge sui fiduciari, sono particolarmente istruttivi di come la Lega abbia ragionato negli ultimi 20 anni:

  • Tra le Commissioni di nomina del Consiglio di Stato che vengono rinnovate ciclicamente c’è pure il Consiglio di vigilanza previsto da questa legge. Le proposte di nomina spettano in questo caso a Norman Gobbi. Il precedente presidente del Consiglio di vigilanza, Luca Marcellini (ex procuratore generale del Canton Ticino) non si è più ricandidato. Al buon Norman non è sembrato vero: quale miglior occasione di piazzare un culo leghista nel posto vacante? Detto fatto: quatto quatto, zitto zitto intrufola nel Consiglio, facendola addirittura diventare presidente, la leghista Silvia Torricelli, ex magistrata dei minorenni e nota fancazzista oltre che ex compagna di Marco Bazzi (oggi direttore di legatv), protagonista proprio in quel periodo di una brutta vicenda giudiziaria. Qualcuno in governo si accorge però della furbata e, con manovra perlomeno spericolata, tira uno sgambettone a gambe pari alla Torricelli, nominando al suo posto un altro PLR, Marco Bertoli (no, non è parente del Consigliere di Stato PS), già procuratore pubblico del settore finanziario e alto funzionario del Credito svizzero. Discutibile forse come sia arrivato a quel posto; l’importante è però che sappia cosa cacchio stia facendo. Come si dice, il nepotismo ci sta anche, ma almeno piazzaci dei nipoti competenti. Torricelli ci capisce di fiduciari come Vitta ci capisce di allevamento di Carlini.
  • Secondo caso, che dovrebbe fare girare le balle anche ai leghisti DOC: sempre secondo la legge, il regolamento prevede che ci sia una figura di vigilanza sull’opera dei fiduciari. Un posto delicato, che dovrebbe anche garantire ai cittadini di non incappare in brutte sorprese. In questo ufficio, insieme all’ispettore, c’è una leghista. Mica una colpa per l’amor del cielo. Questa persona ha però un primato pensiamo unico in Ticino. È già stata licenziata due volte dall’Amministrazione Cantonale per essere “recuperata” la terza proprio qui. Tutti voi sapete che per farti licenziare due volte dal Cantone devi almeno avere seviziato e violentato Norman Gobbi. Scherzi a parte, i veri motivi almeno del suo secondo defenestramento ce li racconta una sentenza pubblica del TF (8C_138/2014 (T 0/2): la signora, qualificata come economista, viene assunta dall’Ufficio circondariale di tassazione, dove viene licenziata nel 1997 per insanabili dissidi col capoufficio e i colleghi. Riassunta come ispettrice di tirocinio e docente non insegnante nel 2003 si fa subito riconoscere: risalgono infatti al 2005 controversie sul rapporto di lavoro e sul salario, che sfociano in alcuni procedimenti giudiziari. La signora riceve un richiamo dal direttore nel 2010 per toni aggressivi e sconvenienti e un ammonimento dal Consiglio di Stato nel 2011. Alla fine viene licenziata la seconda volta (fallito un tentativo di mediazione davanti alla Commissione conciliativa del personale) nel maggio del 2012. Viene poi appunto, contro ogni logica, riassunta dall’ufficio di vigilanza sull’opera dei fiduciari. Deve trattarsi di donna preziosissima, visto che lo Stato non riesce proprio a stare senza di lei.

E adesso facciamo il solito esercizio alla Andreotti, e cioè: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. L’ispettore dell’Ufficio vigilanza è in dirittura d’arrivo verso la pensione; se a dirigere la Commissione di vigilanza sui fiduciari ci fosse stata Silvia Torricelli, quante possibilità di essere assunta al suo posto pensate ci sarebbero state per la leghista plurilicenziata?

È bello veder la Lega che pensa alla sua gente. Soprattutto a quella valanga di disoccupati che la votano. Eh già, prima i nostri.

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