Ma questa roba è giornalismo?

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Di

bertoli righinettidi Corrado Mordasini

Caro Gianni Righinetti, ci sta che sei pagato da un gruppo editoriale di destra, quello del Corriere del Ticino, che pastura anche Teleticino e Ticinonews, ma quando fai non solo male, ma anche faziosamente, il tuo lavoro qualcuno deve dirtelo. E siccome i tuoi amici non lo faranno, ci pensiamo noi del GAS.

Ormai in Ticino non ci sono più limiti. Non c’è neanche bisogno di raccontare le balle, bastano i titoli: tanto poi la gente legge solo quelli e se ti va bene le didascalie. Solo i più seri e informati affrontano un articolo o un editoriale fino in fondo. Il 23 marzo ci sarà la sacrosanta protesta dei docenti che, giustamente, temono un lento smantellamento dell’educazione. Non lo fanno solo pro saccoccia, ma anche perché credono in quello che fanno. A capo del dipartimento dell’educazione il povero Bertoli, che deve implementare misure che non gli piacciono ma che sono decise dal governo in toto, per cui non si scappa. A gente come Righinetti, giornalisti da poco, non sembra vero poter dare addosso all’unico socialista in governo, usando in maniera bieca le parole non per fare un esercizio di giornalismo, ma un bollettino propagandistico della destra.

Scrive Bertoli in un suo post su Facebook:

“In un’intervista pubblicata oggi sul Corriere del Ticino dico testualmente in un passaggio: “Quello che un poco mi delude è sentire risuonare il ritornello secondo cui i docenti non sarebbero sufficientemente ascoltati e coinvolti”. Da questa frase il giornale, in modo tendenzioso e poco professionale, lancia l’intervento in prima pagina con il titolo “Bertoli deluso risponde agli insegnanti” e titola l’intervista “Sono deluso dal ritornello dei docenti”. Detto che il ritornello di cui sono un poco deluso è quello sul presunto mancato coinvolgimento, non su altre questioni, e detto che questo stereotipo viene espresso da alcuni rappresentanti dei docenti e molto poco dai docenti stessi, ancora una volta un media, attraverso una titolazione eccessiva e imprecisa, veicola messaggi sbagliati. Per chiarezza voglio quindi ribadire che non sono deluso dai docenti in termini generali, ho sempre detto e ribadito che sono la colonna portante della scuola e che il loro lavoro è prezioso e va rispettato. Comunicare è già difficile di per sé, ma se i media ci mettono del loro le cose diventano ancora più difficili. A volte queste situazioni capitano per imperizia, ed è peccato, a volte invece per intenzione, ed è ingiustificabile.”

Ritorcere addosso ai socialisti le tragedie dei tagli e delle misure di contenimento, quando loro si sono sempre battuti dalla parte opposta della barricata, è una porcata. E Bertoli è ancora gentile. La sinistra è stufa marcia di questo modo di fare e pretende se non l’amicizia da parte dei giornali di regime, perlomeno quel minimo di correttezza che un giornalista con la coscienza a posto dovrebbe avere.

La sinistra tutta è contro i tagli, contro lo smantellamento dell’educazione e della socialità, solidarizza con docenti e maestri che educano, nella scuola pubblica e laica, anche i loro figli, anzi, spesso sono gli unici ad alzarsi in difesa di una categoria che dai più è vista come un branco di vacanzieri privilegiati. Ora basta, i maestri una volta avevano il rispetto della società, oggi sono ridotti a macchiette alla mercé di genitori spesso insensibili e di istituzioni che li vedono come numeri .

Ed è ora di finirla con questa propaganda mascherata da giornalismo. Che ne dici Righinetti?

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