Mettiamo l’educazione nei nostri cannoni

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Di

Hanandi Carol Bernasconi 

Si chiama Hanan al-Hroub, ha 43 anni, è nata e vissuta in un campo profughi di Betlemme.

Hanan anni fa ha perso il marito, ucciso da soldati israeliani. Da quel momento i suoi figli, scossi dal trauma, non erano più riusciti a studiare. Chi può biasimarli?

Invece Hanan sa quanto sia importante avere un’istruzione e non si dà per vinta. Lo deve ai suoi figli e anche a se stessa. Così decide di diventare insegnante, lo fa per la sua famiglia  ma anche per tutti gli altri ragazzi presenti nel campo. E lo fa inventando e creando un metodo basato sulla non violenza, sul gioco, la fiducia, la collaborazione e il rispetto. “Dobbiamo insegnare ai nostri bambini che le nostre uniche armi sono il sapere e l’educazione” ha affermato. E mettere in pratica ogni giorno queste parole in un posto martoriato da anni dalle bombe di una guerra non è per niente facile.

Eppure Hanan ci riesce da anni e io provo un’ammirazione sconfinata per lei. Qualche giorno fa questa donna meravigliosa e speciale è stata premiata come “Miglior Insegnante del mondo 2016”, una sorta di premio Nobel degli insegnanti. È stata scelta tra 8mila concorrenti e l’annuncio è stato dato da Papa Francesco che tramite video ha sottolineato “l’importanza degli insegnanti, costruttori di pace, creatori dell’incontro. I bambini devono imparare giocando, imparando l’allegria, auguri alla maestra Hanan”.

Hanan ha ricevuto un premio di 1 milione di euro e ha già spiegato che userà questi soldi per combattere la violenza. Un lungo applauso, anzi una standing ovation, per questa grande donna coraggiosa. Una donna che ha preso le sue risorse e le ha trasformate in insegnamenti concreti per i suoi figli e i suoi allievi. C’è tanto da imparare da lei , c’è tanto da imparare nel mondo. Cerchiamo di non dimenticarcelo mai.

Grazie Hanan, grazie di cuore.

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