MOBY / Terrorismo

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Di

Rubrica Weickdi Werner Weick,

regista documentarista

Confesso, da giornalista, che in momenti come questi mi astengo dal seguire video e filmati sull’attacco terroristico a Bruxelles. Già ai tempi degli attentati alle Torri Gemelle e poi durante i bombardamenti di Bagdad mi ero reso conto di subire una sorta di contagio psicologico e una forma di dipendenza che mi inducevano ad auspicare atti di guerra sempre più radicali. Anche stavolta, individuato il nemico spregevole, tendiamo a liberarci dalla fatica di pensare, di distinguere e di riflettere. Il pensiero breve è sempre in agguato. Ne sono prova, anche alle nostre latitudini, una valanga di blog inqualificabili.

I social network non solo forniscono per primi le immagini degli attentati, ma amplificano anche la propensione naturale a cercare conferme alle proprie credenze. Il meccanismo psicologico che ci porta a seguire giornali, siti e tv che confermano le nostre aspettative vale per noi come per molti giovani di Molenbeek, sintonizzati su emittenti arabe e i siti vicini all’ISIS. Va poi detto che i sistemi informativi dei social media enfatizzano le componenti emotive di una notizia perché sono proprio quelle a indurci a condividere i contenuti online.

Queste scene di crudeltà e di violenza generano in ampi strati della popolazione, disturbi di stress post-traumatici, ansia e depressione a volte ancora più acuti di quelli che hanno colpito coloro che si trovavano sul luogo dell’attentato. Quando a Parigi il ministro degli interni ha paventato persino attacchi biologici mi sono chiesto se non avesse perso il lume della ragione. Gettare nel panico la popolazione già terrorizzata mi è sembrato un atto irresponsabile.

Come singoli, semplici cittadini possiamo rispondere al terrorismo non cedendo al ricatto della paura e soprattutto mantenendo una mente lucida al riparo dal contagio psichico alimentato anche dai media.

La continua esposizione a scene di violenza esplicita rende insensibili. Ci si abitua a tutto. Soltanto la mia vecchia mamma novantenne abbandonata davanti a una tv accesa in una casa per anziani piangeva ancora di fronte all’immane flusso della sofferenza umana.

Diffuso in Moby Dick, RSI, Rete 2, sabato 26.3.2016

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/moby-dick/L%E2%80%99Europa-delle-paure-il-continente-delle-incertezze-7087346.html

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