Nucleare, fregatura numero 2

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Di

nuclearedi Corrado Mordasini

È bello vedere come il nostro parlamento – soprattutto Lega, UDC e liberali – si riempia sempre la bocca del corteggiato popolo. Popolo che viene buono solo quando ti fa comodo, ma che viene messo in un angolo e coperto dal tappeto quando non te ne potrebbe fregare di meno. Questa volta è il nucleare il ganglio della questione.

Memoria corta. Nel 2011, dopo il disastro di Fukushima, il Consiglio Federale decide di fatto l’abbandono graduale della fonte energetica nucleare, bloccando la costruzione dei 3 nuovi reattori e pianificati e confermando il calendario di chiusura delle centrali attualmente attive tra il 2019 e il 2034. La decisione è stata confermata dal parlamento. Nel maggio di quell’anno, il Consiglio Federale vara la nuova politica energetica “2050” che prevede un potenziamento dell’idroelettrico e delle rinnovabili.

Che liberali, UDC e Lega tentino deliberatamente di mettere i bastoni tra le ruote agli intenti del Consiglio Federale non è un segreto, e ora i nodi vengono al pettine. L’idea? Prolungare il nucleare, anche se vetusto e costoso, e nel contempo rallentare le sovvenzioni a solare ed eolico.

Ma la cosa che fa veramente girare le scatole è la seguente: il nucleare è sempre meno redditizio. Cosa fanno allora i nostri “nuclearisti”? Perché tenersi delle centrali vecchie e che rendono poco se possono appiopparle allo Stato? Alpiq e Axpo, pensano così di statalizzare Gäsgen e Liebstadt. Lo sappiamo perché è saltato fuori un documento confidenziale che non avremmo dovuto vedere sulle strategie di marketing degli squali dell’energia.

Il documento, redatto dalla Hirzel Neef Schmid Konsulenten* e destinato alla CEO di Alpiq parla dei due intensi anni di lobbying (sì, lobbying, come quella che fanno le casse malati pagando, ad esempio, Cassis) che hanno permesso di superare l’opposizione iniziale del Consiglio Federale. Ma non solo, i lobbysti grazie alle pressioni sono anche riusciti a farsi assegnare dal parlamento 120 milioni di francuzzi nell’ambito della famosa strategia “2050”.

tabella camere copia copiaIl documento prosegue con la sua strategia, e le balle girano sempre più a elica: a giugno, dopo il voto finale delle camere su sta cazzo di strategia che ormai è ridotta a uno straccetto, Alpiq cercherà di sbarazzarsi, accollando a NOI (lo Stato) le centrali vecchie e costose. La strategia è agghiacciante: prima coinvolgere i politecnici e le facoltà di economia per ricordare quanto poco redditizie siano ‘ste centrali, poi alla politica sarà chiesto, tramite pressioni, di trovare delle soluzioni. A settembre, la strategia prevede di far produrre i primi atti parlamentari con in parallelo una campagna mediatica che metterà il fuoco al culo all’opinione pubblica. Credevate di ragionare con la vostra testa? Sbagliato, lo fate con la loro.

La soluzione prospettata? Lo Stato dovrebbe pagare a questa gente la differenza sul prezzo di mercato. Non sia mai che un’azienda privata ci perda quando può mungere lo Stato, e cioè noi. Chi possiamo ringraziare? Anche la Deputazione ticinese (vedi tabella). A questo proposito, cerchiamo sempre, quando votiamo, di ricordarci chi ha fatto davvero gli interessi del popolo e chi dei lobbysti. Esercizio semplice ma troppo spesso disatteso.

* Chi sono i tizi della Hirzel Neef Schmid Konsulenten? In pratica è una società leader in Svizzera per quanto riguarda la comunicazione strategica e le pubbliche relazioni, affari pubblici e comunicazioni di crisi. In poche parole, hai un problema e devi sdoganare le tue porcherie? Ci pensiamo noi, gli scrupoli sono il nostro ultimo problema.

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