Possiamo farcela? Certo che possiamo!

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Di

Wonder Womandi Carol Bernasconi

Avete presente quando avete tutto sotto controllo, un’organizzazione perfetta al millesimo di secondo, quando vi svegliate al mattino e sapete già come andrà la vostra giornata? Ecco, quella sensazione lì? Io no, proprio per niente.

Eppure non è che non ci provi, ma mi ritrovo sempre con un imprevisto, un’urgenza, un nuovo impegno da inserire tra l’uno e l’altro e così si finisce a correre, arrancare, spostare, mentre nella tua testa esprimi un solo desiderio: “voglio il mio divano, voglio il mio divano…”, che ripeti come un mantra. Oppure vorresti la colf, il cuoco, l’autista, mille braccia, il teletrasporto, vincere all’Euromillion, mandare la tua cellulite sulla luna, avere lo stacco di gambe di Naomi Campbell e il suo guardaroba… scusate, sto divagando.

Comunque il punto è che avere una famiglia, un lavoro, una casa e una vita sociale è davvero molto difficile. A volte mi sento come un’equilibrista del circo con la labirintite. Vorrei riuscire ad incastrare i vari impegni di tutta la famiglia in modo perfetto, come un ingranaggio perfettamente oliato, ma non va mai così. Ti ritrovi magari con un figlio malato e l’altro da portare ad allenamento. Oppure con un appuntamento, una riunione, un colloquio, ma nello stesso momento con il marito che non può essere a casa perché ha avuto un’urgenza sul lavoro. A volte ti guardi allo specchio o esci dalla doccia e pensi che sì, è proprio il caso di andare dal parrucchiere, dall’estetista o dal restauratore. Allora prendi l’agenda per chiamare e ti fermi… dove lo trovo il tempo per un appuntamento? E chi mi tiene i bambini? Da me normalmente i Santi Nonni Adoratori dei loro Nipoti, ma non sempre mi sento di approfittare di loro. E il tempo per me? Ecco… vediamo… il mio obiettivo per il 2016 era quello di rimettermi in forma. Perciò sono partita armata delle migliori intenzioni, ho comprato tutto quello che serviva e… siamo a marzo e sarò riuscita ad andare a correre forse tre volte.

Oppure volevo fare un corso di ballo, l’abbonamento alla stagione teatrale, fare un murales in giardino. Molto spesso mi ritrovo a sperare che arrivi sera per fare la cosa più trasgressiva da un po’ di tempo a questa parte: avere il monopolio del telecomando e poi immancabilmente addormentarmi a metà del film. Ci sono mamme che aspettano le vacanze scolastiche come una visita dal dentista, io invece mi ritrovo a contare i giorni che ci separano. Perché i ritmi rallentano, le cose si possono fare con molta più calma e tranquillità. Ho un lavoro che amo molto e che mi permette di godermi le vacanze con i miei figli, che mi permette di ricaricare le batterie e ritornare in classe con la voglia di lavorare. Ma credo che fonderò il “club delle mamme esaurite”, dove sentirmi meno sola sapendo che nessuna di noi saprà dirmi come è andato a finire il film del lunedì sera, che non si vergogna di dire che a volte la cena è “apriamo il frigorifero e inventiamoci qualcosa perché non ho avuto il tempo di fare la spesa”, che si farà venire i sensi di colpa perché si è dimenticata l’appuntamento dal pediatra.

Siamo mamme, non wonder woman. Ce la faremo, ce la possiamo fare. Ma a volte… che fatica.

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