Rusconi è un vero svizzero?

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rusconi 2di Bruno Samaden

È bastato che Marco Chiesa gli soffiasse la cadrega in Consiglio nazionale per far passare Pierre Rusconi dall’essere autore dell’indimenticabile proposta di far comprare alla Confederazione un’isola greca per avere un accesso al mare al prodigarsi in ragionamenti sensati fatti, soprattutto, picconando il suo stesso partito, l’UDC.

Quella in votazione domenica, per Rusconi, era una “sciocchezza stratosferica, mal impostata, pretenziosa e arrogante.” Inoltre, “avanzare la pretesa che la politica prevarichi i giudici, era un eccesso che andava a minare uno dei fondamenti della nostra democrazia: la separazione dei poteri.” Così, per gradire. E l’indomito Pierre poteva esimersi sul tirare bordate anche al risultato ticinese? Assolutamente no! Infatti il nostro afferma che è stata “la solita reazione di pancia ticinese” e che “votiamo come la Svizzera rurale ma gli altri tre (cantoni) sono perdonati perché la Svizzera l’hanno fatta…”

Non siamo ingenui e il gioco politico lo conosciamo anche noi, è chiaro che a Rusconi il bruciore per aver dovuto lasciare Berna non è assolutamente passato e quindi sia tendente all’incazzoso quando si parla di UDC, soprattutto in Ticino. Però queste dichiarazioni ci mettono in una difficile condizione: come si fa a non essere d’accordo? La sua analisi sull’iniziativa Democentrista si è spinta più in là anche di alcune analisi venute da Sinistra, il ritrovato realismo sembra governare le parole dell’ex Consigliere nazionale e di tutto questo è impossibile non rallegrarsi anche se, ripetiamo, i motivi sono senza dubbio anche personali.

Ma a questo punto, qualche domanda: come si colloca Rusconi rispetto al mantra leghista che solo i veri Svizzeri erano a favore di questa iniziativa? Rusconi, questa “sciocchezza stratosferica” l’ha votata?

Insomma, Rusconi è un vero svizzero?

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