Sei disabile? Posteggia altrove!

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Di

Disabili parcheggiodi Amélie

Ecco, questo è il messaggio che io leggo neanche tanto tra le righe quando vedo occupare abusivamente i posteggi per disabili.

Manor di Sant’Antonino, ore 10:30. Esco dal negozio e mi imbatto in un’auto intenta a posteggiare nell’area riservata ai disabili. Mi vibrano le antenne. Sono anni che vedo calpestare ingiustamente i loro diritti e sono molto sensibile all’argomento, per cui mi fermo a osservare per capire se la signora che sta al volante ha o no il diritto di occupare quel posteggio. Prima che scenda dall’auto già noto che non ha il contrassegno. Ahia, penso, scontro imminente! Ed eccola che scende davanti agli occhi di tutti e noncurante degli sguardi indignati dei passanti che nel frattempo si sono fermati ad assistere alla scena. Cerco complici involontari: provo quindi a coinvolgere la gente fermandomi in mezzo al marciapiede a osservare l’auto. La gente è curiosa e questo basta ad attirare l’attenzione su quello che si sta guardando. Di conseguenza aumentano gli occhi puntati addosso all’incivile. Non può non accorgersi di quello che le succede intorno eppure questo non basta a farle cambiare idea. E io non riesco a tacere, è più forte di me.

Quindi mi avvicino all’auto cercando di mantenere il più possibile la calma e faccio notare alla signora che non può occupare quel posteggio. Ed eccolo. Sempre lui, l’ormai immancabile: “ma mi fermo solo un attimo”. Ormai è un classico. Ma come faranno a dare sempre la stessa identica risposta? Hanno un forum segreto o un sito tutto loro? Tipo: “le migliori risposte del bifolco”? E niente, la signora entra nel negozio fregandosene di tutto e di tutti e noi ci sentiamo un po’ merli e anche un po’ presi in giro da tanta maleducazione. Noi, che non posteggiamo davanti all’entrata dei negozi per pigrizia e comodità, che non abusiamo di quello che non ci è permesso e che non mettiamo in difficoltà i meno fortunati. Non mi stancherò mai di difendere i diritti dei disabili e lo faccio come posso e consapevole dei miei limiti anche se questo mi costringe a dovermi confrontare con l’arroganza di alcune persone. Non trovo giusto che una persona che già ha avuto la sfortuna di avere una qualsiasi inabilità si trovi costretta a spingere la sedia a rotelle o a camminare con bastone o stampelle per metri e metri perché questi maleducati si sono arrogati il diritto di fermarsi “solo per un attimo”. No, non lo trovo giusto! E non deve per forza essere la giornata dei diritti di qualcosa o qualcuno per comportarsi in maniera più civile e rispettosa. Basta poco! Ma si rende necessario l’aiuto di tutti, anche di chi si ritrova la scena sotto gli occhi e non vuole subire l’insolenza di certa gente. Posso capire che sia più semplice limitarsi ad osservare anziché farsi trattare a pesci in faccia ma non dimentichiamo che, dal momento in cui entrano anche solo con una ruota dove non devono, sono in torto e si ha quindi tutto il diritto di intervenire.

Dieci giorni più tardi. Ufficio postale di Giubiasco, ore 16:00. Esco dalla posta e indovinate un po’ dove si sta infilando quell’auto senza contrassegno? Alè… (sospiro). Si ricomincia!

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