Bernasconi la sega

Di

schnellmann fabiodi Alessandro Schirm

Che Paolo Bernasconi sia una sega è indubbio. Recentemente il vulcanico avvocato si scaglia contro i candidati liberali che puzzano di leghista come una triglia lasciata al sole per due giorni. Sentito da legatv, Fabio Schnellmann prova la carta dell’indifferenza:

“Non conosco personalmente Paolo Bernasconi. E sinceramente quello che dice e che scrive mi interessa poco. Ma dopo questo ennesimo episodio mi chiedo: se vuol fare politica, perché, una buona volta, non si candida e si fa eleggere?”

Io penso sia facile la risposta. È vero che Bernasconi deve essere un gran rompicoglioni, come lo sono stati tanti: Ghiringhelli, Arigoni e altri. A personaggi così perlomeno si riconosce però quella coerenza suicida nel portare avanti le loro cause sbattendosene di tutto e di tutti. Poi possiamo anche non essere d’accordo con le loro idee, anche perché appartengono e sono appartenuti a parrocchie diversissime tra loro, ma se tutti in politica ci mettessero la loro energia avrenmo sicuramente un altro panorama cantonale.

Bernasconi non si candida perché probabilmente è incapace di piacere alla gente dicendo loro quello che vogliono sentirsi dire, cosa in cui i liberali e i leghisti di Lugano sono invece maestri

E a prescindere dalle cortine di fumo è anche vero che Schnellman è il più leghista dei candidati liberali, al punto da distinguersi solo per sfumature. Stendiamo un velo pietoso poi su Karin Valenzano, che ama più i selfie con leghisti e UDC che il suo comune. Chi si somiglia si piglia.

Molti si domandano, imbecilli idealisti come il sottoscritto, se una volta c’era un ideale liberale, e se c’era cosa raccontava. Oggi sembra tutto appiattirsi su quattro dogmi acchiappavoti e il famoso ideale liberale è lì a giocare a carte con la salma del povero Franscini, che si è anche stufato di rivoltarsi.

Insomma, qualunque sarà il risultato a Lugano, gli equilibri saranno, poi, sempre gli stessi. Più che di ribaltone sarebbe il caso di parlare di pastone. A questo punto dico anche io: votate Lega, almeno sapete di che morte morire.

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