Che c’entra Michele Guerra con l’insegnamento di civica?

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Di

Guerradi Bruno Samaden

Michele Guerra si sta battendo come un leone affinché il Gran Consiglio approvi l’iniziativa che vorrebbe mettere come obbligatorio l’insegnamento della civica. Fa sorridere, perché come abbiamo già ampiamente dimostrato noi del GAS, Michele Guerra sta alla civica come Cicciolina alla castità. Gli abbiamo posto delle domande (leggi qui) sulle voci di una sua sospensione da BancaStato perché, mentre si era dato malato, sembra sia stato pizzicato a Milano in buona compagnia. Non ci degnò di risposta.

Ne prendemmo atto e, il giorno dopo (leggi qui), abbiamo descritto meglio come sembrerebbe essere la faccenda e fatto un ritratto veritiero benché disarmante dell’uso che Guerra, Caverzasio e altri della Lega fanno del concetto di Stato. Ebbene, che proprio Michele Guerra si prenda l’onere di portare avanti un discorso delicatissimo come quello dell’insegnamento della civica a scuola fa spanciare dalle risate. Proprio lui? Ma perché?

Non pago, Guerra ha scritto un progetto di rapporto, insomma una bozza, da presentare alla commissione della scolastica, nel quale afferma, tra le altre cose, che l’insegnamento della civica deve avvenire all’interno delle attuali griglie orarie per non investire nemmeno un franco in più nell’istruzione dei nostri figli. Quindi a cosa vengono sottratte le due ore mensili che spetterebbero a civica? A storia. Si mette nella tasca destra togliendo dalla tasca sinistra. Complimentoni per l’ambizioso progetto!

Ecco. Una questione così delicata viene affrontata in primis affidando al primo Michele Guerra che passa la responsabilità di scrivere rapporti (o progetti di) per la Scolastica, in secundis senza prendersi la briga di investire un franco per la civica. Bisogna capire una buona volta che se sulla scuola non si investe per davvero, il futuro dei nostri figli sarà un disastro. È questo quello che vogliamo?

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