Come osa Parmelin non essere una marionetta?

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Di

parmelin guydi Bruno Samaden

L’UDC è il caso diventato norma politica. Ultima conferma in ordine temporale, lo riporta il “Blick”, il fatto che i democentristi siano sempre più incazzati coi propri Consiglieri federali, Maurer e Parmelin, responsabili secondo molti di non seguire alla lettera le direttive del partito.

È soprattutto il vodese Parmelin, votato dagli UDC in nome di una sua presunta moderazione e di un’affabile mitezza – che ne avrebbero fatto una simpatica marionetta nelle loro mani – si sta rivelando molto più ostico del previsto. Recentemente, infatti, si è schierato contro la scelta del suo partito di far acquistare in fretta nuovi aerei militari e, parallelamente, si è messo di traverso alla scelta democentrista di tenere una posizione critica nei confronti del Consiglio federale. Insomma, mica tanto marionetta a disposizione sincera e contrita dei burattinai che tutti conosciamo.

Sempre secondo il Blick, in pratica il Consiglio federale avrebbe un ottavo “membro ombra”, Adrian Amstutz, il quale sembrerebbe esercitare pressioni sempre più forti su Maurer (anche lui poco incline a seguire gli ordini di scuderia) e Parmelin soprattutto in merito alla scelta degli staff e dei collaboratori.

Per carità, è l’UDC, non ci stiamo stupendo di niente. Il loro presidente viene deciso a tavolino dai dirigenti, ed è un presidente che non conta un beneamato nulla visto che è affiancato da un “coordinatore della strategia” – al secolo Christoph Blocher – che, in nome dei suoi miliardi, decide di volta in volta quale parte della pancia dell’elettorato colpire. Il giorno che capiranno quella storiella che un Consigliere federale, chiunque esso sia, lavora per tutta la Svizzera e non è un loro dipendente forse potranno essere più credibili quando sbandierano il loro concetto – relativo assai – di indipendenza e libertà.

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