Corriere del Ticino: la sinistra ce l’ha più grosso

Di

pontiggiadi Corrado Mordasini

Lo so, è un titolo farlocco, ma neanche tanto fuorviante. Cosa ce l’ha più grosso? Beh, l’articolo. L’esempio di come vengono gestite le notizie al Corriere del Ticino è sotto gli occhi di tutti ancora una volta. Quando le denunce riguardano la sinistra si meritano le mezze pagine, quando riguardano gli amici di merende, invece, trafiletti in un angolino.

CfRvMeoUEAAbP75Prendiamo la recente conferma in appello della denuncia a Boris Bignasca, citata addirittura dal Quotidiano, che non si merita, per il Corriere, nemmeno un titolino decente. Finisce in un trafilettino in sezione Cantone di una colonnina per striminzite 21 righette. Un po’ poco per una multa di 1’500 fr. e una pena pecuniaria di 8’000 e rotti franchi.

Evidentemente il discorso cambia completamente quando a venire condannato è qualcuno a sinistra, come in passato Marco Cagnotti, direttore di “Confronti”, che si vide condannare per le famose 10 domande al carpa (Boris Bignasca). La sua mancata opposizione alla pubblicazione venne sanzionata, anche se non era stato lui a redarle. Fu condannato per aver difeso, come dovrebbe fare ogni giornalista, le sue fonti e i suoi collaboratori. Due terzi di pagina con foto e grande spreco di risorse. Potete leggere l’articolo per esteso cliccando su questo link.

Ora ci risiamo, la condanna confermata in appello del Boris riceve meno attenzione della zucchina gigante della sciura Pina o della filodrammatica di Osogna. Un bell’esempio di come si può pilotare l’informazione. Poi domandatevi perché la Lega avanza. Con degli amici così…

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