Dai corridoi di Svizzera Turismo

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Di

Svizzeradi Deep Throat

Dai corridoi di Svizzera Turismo escono con il contagocce notizie che non si sa quanto credibili, ma attribuite comunque a personaggi di peso. Si parla di W. v. H., di D. M. e di G. G. C.

In sostanza si tratta di questo: da anni ormai il turismo in Svizzera è in difficoltà e, nonostante gli sforzi profusi e i sussidi erogati alle varie agenzie, la tendenza è ancora al ribasso. Occorreva allora trovare vie più incisive per convincere i possibili ospiti a soggiornare in Svizzera piuttosto che sulla Costa Azzurra, a Sharm el Sheikh, o Hammamet. Sembra quindi che sia stata creata allo scopo una task force segreta all’interno di Svizzera Turismo per ideare, progettare e implementare alternative, anche le più eccentriche. La task force, la cui sigla sembra essere SwiTaF, dovrebbe aver partorito, dando seguito al suo mandato, parecchie strategie, delle quali una sola ha poi ottenuto il benestare degli alti dirigenti.

Secondo la nuova visione, non si tratta più tanto di convincere svizzeri e stranieri a passare le loro vacanze in Svizzera, quanto piuttosto di dissuaderli dal passarle altrove. È da tempo convinzione planetaria che il nostro Paese gode di stabilità e sicurezza invidiabili. Allora niente di meglio che aumentarla, contemporaneamente acuendo il senso di instabilità e insicurezza dei nostri concorrenti. Per il primo scopo (aumentare la desiderabilità della Svizzera) il Consiglio Federale, in ciò seguito da un buon numero di esecutivi cantonali e comunali e da alti esponenti delle forze armate, ha inviato il messaggio di un possibile intervento dell’esercito alle frontiere per bloccare l’arrivo di profughi, o sedicenti tali, nel nostro Paese. E fin qui l’idea è coerente: l’esercito qualcosa deve pur fare per giustificare i miliardi che assorbe dall’economia. Per il secondo scopo (diminuire la desiderabilità dei concorrenti), e qui sta la geniale novità, si è fatto ricorso, naturalmente in tutta ufficiosità e informalità, all’ISIS, invitandolo, e se necessario finanziandolo, a compiere atti che accrescessero il senso di pericolo per gli autoctoni e eteroctoni che volessero visitare Paesi francofoni (in particolare Francia e Belgio) o l’Egitto o la Tunisia. Secondo le notizie, peraltro incontrollate e incontrollabili, che trapelano da Svizzera Turismo e ambienti ad essa collegati, non è da escludere che dietro i fatti di Parigi e di Bruxelles ci sia la longa manus di agenzie di intelligence elvetiche. Dalle dichiarazioni recentemente rilasciate da responsabili del turismo nazionale, sembra che entrambe le strategie abbiano avuto un successo ancora non quantificabile ma che, il condizionale è d’obbligo, starebbero bilanciando gli effetti negativi della rinuncia alla soglia minima di cambio tra il franco e l’euro (il cosiddetto “franco forte”).

Una sottosezione di SwiTaF si starebbe occupando ora delle possibili conseguenze indesiderate dell’aumento di turisti in Svizzera e in particolare in Ticino (code nel Mendrisiotto e sulla tratta Faido-Airolo). Fonti solitamente fededegne affermano che, in primis, si potrebbe provvedere ad installare semafori intelligenti nei punti caldi del sistema viario nazionale, autostradale e no. In secundis non è da escludere l’erezione di muri di contenimento (retaining walls) a ridosso delle frontiere più sollecitate.

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