Dopo Caccia, anche Luigi Pedrazzini contro il PPD sui radar

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Di

PPDdi Marco Cattaneo

E due! Dopo Fulvio Caccia, anche Luigi Pedrazzini, con un intervento sul Giornale del Popolo, critica il comportamento del PPD riguardo al voto in Gran Consiglio sulla segnalazione dei radar mobili.

L’invettiva, sebbene elegante e ponderata, è di quelle forti. L’ex Consigliere di Stato ricorda come, quando era direttore delle Istituzioni, aveva proposto di introdurre dei radar fissi al fine di migliorare la sicurezza in alcuni particolari tratti stradali. Ci furono dibattiti e polemiche, e si decise di segnalarli. Nessun problema, afferma Pedrazzini, intanto perché sono radar visibili, secondo perché avevano quel preciso obiettivo e scopo: far rispettare i limiti di velocità nei punti dove furono installati. Le cose cambiano se si inizia a parlare di radar mobili però, perché, citiamo, “La funzione dei controlli mobili è altra. Non si tratta di ottenere il rispetto dei limiti su un tratto specifico, bensì di indurre l’automobilista a rispettare sempre e ovunque la velocità consentita. La segnalazione non farà il gioco del conducente distratto (comunque a rischio perché se non vede i limiti di velocità arrischia di non vedere nemmeno la segnalazione dei radar), bensì di chi consapevolmente spinge la sua automobile oltre la velocità consentita.”. Ma non è finita, perché subito dopo arriva il carico pesante: “la segnalazione induce l’automobilista alla prudenza, ma limitatamente a uno specifico tratto di strada, annullando completamente l’effetto che hanno i controlli di velocità tramite radar mobili sull’insieme della rete stradale”, che hanno una funzione importantissima e, conclude, “la segnalazione puntuale di ogni controllo è un errore, una decisione che riduce il livello di sicurezza sulle strade ticinesi.”

Vero che gli ultimi risultati elettorali non son stati un granché, vero anche che la confusione riguardo alla nuova dirigenza regni sovrana, ma questa posizione del PPD non solo non la capiamo noi del GAS, ma anche loro pezzi da novanta. E in tutto questo bailamme, il Corriere del Ticino tanto bravo a far le pulci a ogni minimo distinguo interno al PS, non dice niente? Perché il quotidiano di Pontiggia non mostra neanche un briciolo di interesse alla faccenda? Perché non fa neanche mezza domanda a Filippo Lombardi?

Ah, ops…

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