Ho perso mio figlio, come avete potuto votare così!?

Di

di Corrado Mordasini

Adriana ha perso un figlio, l’unico figlio in un incidente stradale dovuto a un auto “pirata”.

Ci siamo accordati ieri via mail per un’intervista. Adriana è disposta a raccontare, anche se le sue ferite sono fresche, e il sale dei ricordi le fa urlare ogni minuto di ogni ora di ogni giorno. Ma sentiamo Adriana, glielo dobbiamo. È il giusto tributo che noi fortunati deponiamo ai suoi piedi di madre.

CM: Ti chiedo subito, perché in fondo è questo il fatto scatenante di questa intervista: cosa hai provato quando hai saputo che esito aveva avuto in Parlamento il voto sui radar mobili?

Adriana: È stato come ricevere una sberla, un grande dolore, pensando a quello che è successo a mio figlio e alla realtà che c’è qui in valle, mi sono detta: non è possibile! Ci sono ancora troppi giovani che guidano ad alta velocità e che abusano di alcolici. Secondo me bisognerebbe mettere dei controlli ogni fine settimana, altro che avvisare! Ci sono troppi, troppi, troppi morti su queste strade, tutti giovani, giovanissimi.

CM: Adriana, te la senti di raccontarci cosa è successo quella notte di fine ottobre?

A: Sì…- Adriana sospira tristemente, la voce si fa strada nello sforzo di ricordare – Era il 31 ottobre, è suonato il campanello alle 4 del mattino, c’erano delle persone alla porta che ci hanno detto: “purtroppo dobbiamo darvi una brutta notizia”. Abbiamo capito subito. Mio marito ha detto “Nicola”, la comprensione è stata immediata, come un fulmine. Ci è caduto il mondo addosso, se non ci succede non si può capire quello che si prova.

CM: Si, mi immagino. Penso che a tutti noi genitori questi istanti passano per la testa e ci viene il terrore al solo pensiero… che tipo era Nicola?

A: Nicola era un ragazzo molto solare, simpatico che andava d’accordo con tutti, tutti lo amavano, era anche un tipo coscienzioso. Ti faccio solo un esempio: l’anno scorso stavano raccogliendo le firme per aumentare la velocità sulle autostrade a 140 all’ora * e mi ha detto: “mamma, mi hanno chiesto di firmare e io ho detto di no perché ritenevo che 140 allora fossero troppi”. Lui era un ragazzo pieno di vita, stava facendo progetti per il suo futuro, per la scuola che voleva fare. Era fantastico, anche con noi in tutta la vita non ci ha mai dato preoccupazioni, era figlio unico ma non era il classico figlio unico viziato. Nicola aveva sempre la battuta pronta sempre sorridente, i suoi amici erano tutti bravissimi ragazzi, non ha mai legato con gli esagitati, tutti gli volevano bene.

CM: Sorrido e mormoro: “diciamo che sarebbe il figlio che vorrebbero tutti…”

A: Sì, non perché è mio figlio, ma tutti me lo dicevano che era un ragazzo d’oro. Aveva la passione del tennis, faceva lunghi giri con il nostro cane. Aveva una relazione da quasi tre anni. Ora ci ritroviamo tutti dallo psicologo, e io, che non sapevo nemmeno cosa fossero, prendo degli psicofarmaci per tirare avanti. Ho dentro un vuoto che mi distrugge e allora mi dico: cosa vivo a fare? Tanto vale morire subito….

CM: Adriana, scusa se mi permetto, per me val la pena che tu viva per testimoniare, mi viene di dirtelo ora, mentre ti sto intervistando. Mi viene di dirti che il grande valore di una persona come te e tuo marito è oggi di gridare forte queste cose, perché se non ci fossi tu che dai questa testimonianza nessuno aprirebbe gli occhi, nessuno cambierebbe idea…

A: Ieri tra l’altro ho letto sul vostro portale diversi consiglieri cosa hanno votato. Poi ho visto che c’era Simone Ghisla (deputato PPD di Acquarossa, NdR) che ha votato a favore, così mi sono messa subito a scrivergli una mail e lui mi ha risposto quasi subito che insomma la sua non è una decisone presa a cuor leggero, che vorrebbe spiegarmi. Mi ha dato il numero di telefono, ieri sera non avevo tempo ma stasera penso che lo chiamerò.

CM: Non c’è mica tanto da spiegare…

A: Si appunto non c’è niente da spiegare.

CM: Per molti è incomprensibile.

A: Non è neanche una decisione da prendere a cuor leggero è una decisione su cui non si dovrebbe veramente nemmeno ragionare.

CM: Senti Adriana, ancora una domanda, Boris Bignasca ha detto, ti cito: “da noi non ci sono problemi, sul nostro territorio ci son strade libere con una buona visibilità, per nulla pericolose, in cui magari uno va un po’ più veloce del consentito”. Che ne pensi?

A: No!! E un qualcosa di assurdo veramente assurdo, perché in ogni strada ci può essere il pericolo se ci sono dei limiti di velocità vorrà pur dire qualcosa.

CM: Anzi spesso sono pericolose proprio le strade che sono belle dritte.

A: Appunto! Immagina qua da noi la tirata di Motto e di Dongio, quante volte sfrecciano le moto e in pochi attimi passano da Motto a Dongio, perché la tirata è diritta, però può sempre sbucare una persona, un’animale, qualcosa. E comunque se devo ritornare sulla dinamica dell’incidente di Nicola, appunto, Nicola pensa che stava rientrando, era ora di cena, con dei colleghi di lavoro. Stava rientrando tranquillo a casa, arriva sto ragazzo di 19 anni che tra l’altro aveva un Suv, una macchina molto pesante. Ho saputo poi che quella sera era lì a Malvaglia al ristorante a fare un po’ di casino, al punto che poi hanno minacciato di chiamare la polizia ma lui se n’è andato prima. Arrivato in quel punto è praticamente andato nella corsia di Nicola e l’ha centrato nella portiera. Nicola non ha avuto scampo, è morto sul colpo. L’investitore poi si è fermato o è uscito di strada più avanti. Era seguito da un’auto con due amici, un ragazzo e una ragazza, l’altro ha lasciato a terra l’amica e dicono che sia scappato chissà perché, visto che non c’entrava con l’incidente.

E i due, l’investitore e la sua amica, invece di chiamare i soccorsi si sono messi a discutere su cosa raccontare alla polizia, quello che hanno testimoniato è che era l’auto di Nicola che aveva invaso la corsia quando invece le strisce che ci sono sulla strada non lasciavano il minimo dubbio e non si sono neanche degnati di chiamare i soccorsi. Li ha chiamati dopo un’infermiera che passava di lì.

CM: Dunque c’è anche l’omissione di soccorso. Tu non ha mai sentito questo ragazzo?

A: Ci ha scritto chiedendo perdono, subito due giorni dopo l’incidente. Perdono…

CM: Un’ultima domanda Adriana, poi ti lascio in pace: te la senti di fare un piccolo appello ai nostri parlamentari che hanno votato sì per la segnalazione dei radar mobili?

A: Io posso portare la testimonianza di tutti gli incidenti che ci son stati nella valle di Blenio. Non capisco perché si parlava tanto del Gottardo, della sicurezza nella galleria. Ma se guardiamo il traffico che c’è sul Gottardo che è sempre molto intenso, in rapporto a quello che c’è in Val di Blenio, i morti che ci son sulle nostre strade sono veramente tantissimi. Secondo me non è certamente segnalando i radar mobili che diminuiranno gli incidenti sulle nostre strade, anzi!

CM: Adriana, non posso che ringraziarti tantissimo per la tua testimonianza che cercheremo di divulgare il più possibile perché ci teniamo che quello che dici venga ascoltato da tutti.

Saluto Adriana e alla fine riusciamo anche a scherzare un po’ e ad alleggerire la cappa di piombo che si è creata intorno a noi. Alla fine, penso, restano le storie.

L’amarezza che il tempo non possa tornare indietro, e quella foto commovente, con i vasetti di azalee e i nastri legati alla rete metallica. I palloncini con dipinti i cuoricini, le poesie e le foto dell’infanzia, quando Nicola era un bambino e i suoi pensieri correvano insieme alle nuvole.

Io non so dove è ora Nicola. Di sicuro nel petto di sua madre, incastonato, intarsiato nella sua carne.

Nicola, penso, ora corre insieme alle nuvole, ridendo delle buffe forme che, affastellandosi, si compongono nel cielo azzurro pastello.

*(nel marzo 2015, un comitato interpartitico fece una raccolta firme per aumentare i limiti di velocità in autostrada da 120 a 140 km/h, era composto da: Andrea Censi (La Destra), Andrea Quadroni (La Destra), Gaetano Graziani (La Destra), Fabio Käppeli (PLR), Luiis Franceschi (PPD), Roberta Bonesio. (PPD), Filippo Zanetti (PS) e Benjiamin Albertalli, giornalista automobilistico.)
Luogo incidenteQuesto è il luogo dove Nicola ha perso la vita, con il ricordo e gli omaggi dei suoi amici.

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