I ricchi lavorano poco

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Di

varoufakisdi Alessandro Schirm

In Svizzera in fondo ci sono già diverse persone che non lavorano o lavorano poco: i ricchi.

Una frase lapalissiana eppure così vera la pronuncia Yanis Varoufakis, economista ed ex ministro delle finanze greco. Non che ora si voglia dire che Varoufakis è il deus ex machina della new economy, ma il ragionamento ci sta tutto ed è sul reddito di base.

In fondo una meravigliosa discussione si dovrebbe aprire non tanto sul reddito di base, ma su dove andranno a finire la nostra economia e la nostra società. Come giustamente fa notare Varoufakis, per la prima volta la tecnologia sta distruggendo più posti di quanti ne crei. Digitalizzazione, automazione, robotizzazione sono tutte cose bellissime che però tolgono posti di lavoro. Mi ricordo di un amico che si ostinava ad andare in banca a fare le sue operazioni, per sentirsi dire dal dipendente allo sportello: “lo sa che c’è e-banking vero? Così potrebbe fare le sue operazioni con più facilità”. “Certo” rispose il mio amico, “continuo a venire qui per mantenere il suo posto di lavoro.”

Questo dialogo in fondo riassume la questione. La società di domani sarà robotizzata e come dice Varoufakis, i robot non spendono. Secondo l’ex ministro di Tsipras il reddito di base a questo punto diventa necessario per evitare povertà diffusa, e non ritiene vero che induca alla pigrizia, anzi, esperimenti canadesi degli anni 70 (Come il Mincome*) dimostrerebbero il contrario.

“A cosa serve un lavoro bene pagato, se hai paura di perderlo? Questo timore paralizza e rende malati”, ribadisce l’economista ellenico. Dunque, il reddito di base sarebbe una follia o un investimento per il futuro? La discussione può essere affascinante se affrontata senza preconcetti o pregiudizi, come un esercizio mentale, ricordiamo però che la fascia borghese si assottiglia, che i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri più poveri e la tecnologia che avanza sta spazzando via centinaia di posti di lavoro.

*Il Mincome (da Wikipedia) fu un esperimento canadese di reddito di base che si svolse a Dauphin (Manitoba) nel corso degli anni ’70. Il progetto finanziato a quattro mani dal governo provinciale del Manitoba e dal governo federale Canadese, iniziò ufficialmente con un comunicato stampa il 22 febbraio 1974, e fu chiuso nel 1979.

Lo scopo di questo esperimento era valutare se un reddito annuale garantito ed incondizionato causasse disincentivo al lavoro nei beneficiari, e quanto grande sarebbe stato tale disincentivo.

Il mincome permetteva ad ogni unità familiare di ricevere una somma in contanti. I risultati mostrarono un modesto impatto sui mercati del lavoro, con la diminuzione nel numero di ore lavorate dell’un percento tra gli uomini, del tre per cento tra le donne sposate e del cinque per cento tra le donne non sposate.

Tuttavia, alcuni hanno argomentato che tali diminuzioni potrebbero rivelarsi artificialmente basse perché i partecipanti sapevano che il reddito garantito sarebbe stato temporaneo. Si potrebbe inoltre considerare queste diminuzioni nelle ore lavorate come più che compensate dal costo opportunità di avere più tempo per famiglia ed istruzione. Le madri spesero più tempo ad allevare i propri figli, e gli impatti sui livelli di istruzione sono considerati un elemento di successo del progetto. Gli studenti di queste famiglie mostrarono punteggi più alti ai test, e tassi di abbandono scolastico inferiori. Aumentò anche il ricorso alla formazione permanente da parte degli adulti.

Un report finale non è mai stato pubblicato, ma la Dottoressa Evelyn Forget ha condotto nel 2009 un’analisi del programma, pubblicata nel 2011. Scoprì che solo le neo-mamme ed i teenager lavorarono sostanzialmente meno. Le neo-mamme smisero di lavorare perché volevano stare a casa più tempo con i loro bambini, e i teenager lavoravano meno perché non erano sottoposti alla stessa pressione degli adulti a mantenere le loro famiglie, il che portò ad un aumento degli adolescenti diplomati. Inoltre, chi continuò a lavorare ebbe più opportunità di scegliere che tipo di lavoro fare. Forget scoprì che nel periodo di erogazione del Mincome le visite in ospedale diminuirono dell’ 8,5%, con meno casi di incidenti sul lavoro, e meno arrivi in pronto soccorso per incidenti d’auto e abusi domestici. Inoltre, il periodo vide una riduzione dei casi di ospedalizzazione psichiatrica, e meno consulti professionali per disagio mentale.

 

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