Il Brennero: vita, morte e rinascita di un confine

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Di

Frontiera Brennerodi Jacopo Scarinci

Li vediamo i migranti davanti alle recinzioni costruite una dopo l’altra sui confini di quella che una volta era l’Europa unita. Leggiamo qualche editoriale, qualche inchiesta, qualche reportage. Ogni nuova recinzione, qualche accenno dei media. All’inizio, poi sempre meno, la normalità non fa sensazione. Eppure sul progetto di barriera al passo del Brennero i media di tutta Europa stanno scrivendo con preoccupazione, ci sono dibattiti di opinione, è scesa in campo con veemenza l’Unione Europea.

Perché il Brennero era lì quando dopo la Prima guerra mondiale e l’annessione del Trentino Alto Adige divenne il posto di confine tra Austria e Italia in mezzo a quel fronte che ha visto morire più di un milione di soldati.

Perché il Brennero era lì quando un manipolo di congiurati nazisti, nel 1934, fece irruzione nella sede del governo austriaco e uccise il cancelliere filofascista Engelbert Dolfuss. Ed era lì quando un Mussolini ancora non alleato del Führer schierò sul versante italiano quattro divisioni a mostrare una comica reazione da operetta della quale Berlino rise non poco. Ma tant’è, era un confine. Poi, come andò tra Hitler e Mussolini, lo sa tutto il Creato. Nonostante il Brennero fosse lì anche quando lo stesso Mussolini nel 1939 diede il via allo “Sbarramento Brennero”, una serie di fortificazioni difensive in prossimità del confine, patetico tentativo italiano di far vedere ai nazisti di aver ancora qualcosa da difendere. E non c’era nulla da difendere infatti, visto che il Brennero era lì quando, un anno dopo, il 18 marzo 1940, fece da palcoscenico alla sancita alleanza tra i due dittatori.

Ma soprattutto, e veniamo all’oggi, il Brennero era lì quando nel 1995 l’Austria ratificò gli Accordi di Schengen e non ci furono più controlli sistematici alle persone e – da luogo di morte, confini, tragedie e simbolo per eccellenza di separazione – divenne simbolo di pace, unione, fratellanza e solidarietà. La frontiera fu abbattuta, così come il posto di polizia che oggi il governo austriaco sta ricostruendo.

Al Brennero torneranno i controlli, tornerà un posto di polizia austriaca, forse verrà montata un recinzione come quelle ungheresi e macedoni. Succederà al passo del Brennero, che era lì quando l’Europa nacque ed è lì ancora adesso, che si è suicidata.

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