Jessica Bottinelli: “È ora di cambiare paradigma, è ora di essere coraggiosi”

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Di

bottinelli jessicadella Redazione

Essere verdi nel Mendrisiotto è difficile, per tutti i problemi che conosciamo e sarebbe ripetitivo elencare. Di alcuni di loro, però, abbiamo deciso di parlarne con Jessica Bottinelli, candidata ecologista al comune di Chiasso.

Jessica Bottinelli, giovane verde di Chiasso. Certo che essere verdi a Chiasso è come essere in prima linea nella guerra del Vietnam. Nonostante tutto le sensibilità dalle vostre parti sembrano più leghiste che verdi. La gente si preoccupa meno della salute e più di altri temi?

Beh è innegabile che a volte si senta la solitudine dei numeri primi in quel di Chiasso… ma è altrettanto vero che con l’infaticabile collega Lancianesi e il piccolo gruppo d’opposizione interpartitico creatosi (Fonio, Maranesi, Dosi) continuiamo imperterriti a portare avanti i nostri temi. Senza ombra di dubbio, a livello ambientale, è stata determinate la netta vittoria nel referendum contro la costruzione di un mega centro Wellness nella periferia verde a ridosso di Seseglio. Il grande rimpianto è quello che di non essere riusciti a far nulla per salvare i platani in viale Comacini.

Jessica, di recente vi siete accapigliati, tu Fonio, Maranesi e Lancianesi con la municipale Pantani. Questioni di lana caprina o reali problemi?

Questioni fondamentali mi vien da dire! Nel caso specifico si tratta di una disparità di trattamento senza pari: due dipendenti comunali ricevono un decreto d’accusa: uno promosso, l’altro licenziato in tronco. Trova l’errore…. È indecente che dei consiglieri comunali possano essere denunciati (senza fondamento alcuno) nell’esercizio delle loro funzioni. I consiglieri comunali hanno il dovere di vigilare sull’operato del Municipio.

Andato Savoia e col nuovo corso, coi socialisti si riesce a lavorare? O è sempre muro contro muro?

A livello comunale, checché ne raccontino i media, ogni sezione agisce in totale libertà e autonomia per quel che concerne le relazioni con gli altri partiti ed eventuali alleanze. A mio avviso i Verdi hanno fatto bene a “diventare grandi” e camminare sulle proprie gambe senza per forza dover essere considerati la costola del PS o un sottoprodotto dello stesso. In alcuni comuni si collabora meglio di altri. Nello specifico del Mendrisiotto, per esempio, Chiasso è un’eccezione con la sua congiuntura con il PS; a Morbio Inferiore, Balerna e Mendrisio si è deciso altrimenti. Detto questo trovo importante collaborare con tutti quelli che sono disposti a sedersi a un tavolo e a discutere. Chi l’avrebbe mai pensato 4 anni fa che Verdi, PS e PPD sarebbero andati a braccetto? Quando ci sono le persone giuste al momento giusto, si lavora bene con tutti.

Ha senso essere Verdi in un comune come Chiasso? Anche se vi agitate come colibrì, vi trovate sempre di fronte lo smog lombardo…

Certo ci sarà sempre qualcuno più grande che inquina di più, qualcuno più potente che conta di più, qualcun altro disposto a usare i mezzi pubblici… le scuse sono come l’ombelico, ognuno ne ha almeno una. Io invece vivo il discorso al contrario: se non io chi? Se non ora quando? Ognuno deve agire secondo le sue capacità, il suo potenziale, le sue possibilità. Anche la cittadina di Chiasso può fare la sua parte e non c’è nessun buon motivo per tirarsi indietro.

C’è ancora qualche lembo da salvare nel Mendrisiotto?

Quando penso al Mendrisiotto, penso in particolare al comparto Valera e alla zona a ridosso di San Martino. Per entrambi i comparti è imperativo rimanere vigili affinché il territorio sia preservato per quanto possibile. L’odierna presa di posizione dei Verdi ticinesi (5.4.2016) mette a nudo i numeri dell’economia, basta parlare di posti di lavoro e numero di aziende in crescita. Non sono questi i criteri che ci permettono di fare delle analisi serie e realiste della situazione dei residenti. Spalancando le porte a ditte che sono avide di territorio, assumono nella stragrande maggioranza dei casi personale frontaliero si crea solamente un crescente aumento del traffico e una perdita di territorio. Il dumping salariale nel nostro cantone ha raggiunto uno stadio deleterio: i posti di lavoro crescono, ma i disoccupati pure e le persone al beneficio dell’assistenza molto di più. È ora di cambiare paradigma, è ora di essere coraggiosi, è ora di parlare di decrescita felice.

Dicci qualcosa di verde che non sia retorica, muovi le nostre anime, facci capire in cosa credi.

Credo in una società dove ci sia un po’ per tutti ma abbastanza per ognuno. Essere verdi non significa solo praticare la raccolta differenziata e usufruire dei mezzi pubblici. Vi rassicuro, sono una persona normale e amo viaggiare (sì, lo ammetto, ho preso l’aereo!) ma questo non m’impedisce di cercare di costruire una società che non distrugga l’habitat che la ospita. L’abbondanza non è per forza correlata con la felicità. Ecco, avremmo bisogno anche noi di un indicatore della felicità, come in Buthan… altro che PIL!

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