La candidata liberale che flirta coi leghisti

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Di

Valenzano2di Alessandro Schirm

12494794_10206662517226276_4101957997601604430_nSia chiaro, un po’ di promiscuità sotto elezioni ci sta tutta, è normale andare agli aperitivi degli altri per avere qualche voto in più, sperando di suscitare la simpatia di qualche parrocchiano della parte avversa, in modo che possa depositare lieve sulla scheda, un preferenziale che ci faccia salire in graduatoria. È però anche vero, come scrive un internauta sotto a un post della Viscardi, che condividere certi valori anche solo con un selfie vidima:

“… il sostegno diretto a partiti che civili non sono. Politica civile significa non insultare, accettare le proposte ragionevoli dei rivali, argomentare con ragione e fatti. Andare alla loro festa, sostenere i loro candidati in interviste, scambiarsi selfie ed abbracci non significa fare politica civile, significa legittimare chi insulta i cognomi “non-patrizi”, chi distingue i “veri svizzeri”, chi calpesta le idee liberali, chi, in ultima analisi, nega l’idea stessa di politica civile.”

12795549_10207662155726801_1421251373533580103_nSe poi i selfie diventano due, o quattro o cinque da un indizio scaturisce una prova. Ma di chi stiamo parlando in fin dei conti? Della neo apparsa Karin Valenzano Rossi, candidata liberale al Municipio di Lugano, ci cui ci siamo riccamente (e per primi) già occupati (leggi qui l’articolo). Sarebbe però ingeneroso prendersela solo con lei. Anche Schnellmann, altro candidato liberale, ama flirtare con leghisti che diventano, di botto, grandi amiconi e persone sane con cui interloquire. E loro amano molto interloquire coi leghisti, ecco come risponde Karin:

“I rapporti umani e l’interlocuzione con tutti, purché onesta, civile e rispettosa dell’altro e dell’educazione, sono assolutamente imprescindibili per il bene della collettività, che non ha un solo colore. Con spirito liberale, nel rispetto di educazione civile e civica, ho accettato inviti da tutti i partiti. Questo vuole dimostrare disponibilità al dialogo e al confronto, che permettono di poter difendere a testa alta i valori in cui credo, uscendo dalla logica dell’attacco a priori, che non mi corrisponde.”

Valenzano GaleazziEh no tesoro, una cosa è l’andare d’accordo con tutti, un’altra è farsi fotografare abbracciata ai leghisti in un post con scritto “vota lega” e far capire chiaramente da che parte pendi. Non ci risultano selfie abbracciata a candidati comunisti, anzi, sembrerebbe che l’amore per UDC e Lega sia imperante nell’immaginario ecumenico della Valenzano. Appare ovvio oramai anche ai più sprovveduti che per Karin e il suo amico di merende Schnellmann la Lega, in fondo, non è poi così da disprezzare. La disponibilità al dialogo dovresti dimostrarla con tutti e non passa necessariamente attraverso un selfie.

A questo punto però una domanda sorge perentoria e spavalda, chiedendo a gran voce risposta: perché votare la fotocopia quando si può avere l’originale? Meglio un leghista schietto che un liberale bifido.

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