La patetica vendetta di Robbiani

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Di

robbiani 2di Corrado Mordasini

Dev’essere che Massimiliano Robbiani ci prende per deficienti. Per fare la sua ripicca da asilo nido, deve aver passato ore a cercare battute di docenti su Facebook per poter dire che non solo la sua Lelia Guscio scrive cazzate (leggi qui) ma anche i sinistroidi.

Lui li ama i sinistroidi, per lui è una parolaccia “destroide”.

In mancanza di meglio, si attacca a Daniele Dell’Agnola, conosciuto docente di Biasca, che si occupa anche di editoria e di teatro. Insomma un tipo a tutto tondo come ce ne dovrebbero essere di più tra il corpo docente Ticinese. Una persona che mette passione nel suo lavoro, almeno quanto Robbiani mette passione nel redigere interrogazioni a pera.

La frase incriminata? Quella che riportiamo, scritta mentre Dell’Agnola interagiva coi suoi allievi: “Conflitto cosmico con 16 studenti. Diciassette studenti. Quindici: due uccisi”.

Il Robbiani, fa spendere soldi allo stato (perché ricordiamo sempre che in media l’evasione di un‘interrogazione dalla segreteria del parlamento costa sui 6’000 franchi) per fare una serie di domande su una frase di Dell’Agnola in Facebook. Ricordiamo che la docente leghista Guscio, finì in un polverone per minacce proferite a un’allieva su Facebook, polverone che coinvolse anche la protesta degli studenti del liceo. Insomma, la Guscio non trovò grandi sponde nemmeno presso i suoi allievi, anzi! Oggi Robbiani, con quella mentalità poverina da leghista minuto, cerca la sua patetica vendetta chiedendo al governo:

“Come mai il docente può scrivere di uccidere gli studenti sulla propria pagina Facebook liberamente accessibile da tutti? È stato sanzionato in passato? Gli è stato intimato di cancellare il tutto? Gli allievi riportati nelle foto allegate e vicino alle pubblicazioni offensive sono minorenni? È accettabile che un docente accosti foto di allievi e di attività didattiche a pubblicazioni politiche gravemente offensive come quelle qui indicate? Perché il DECS multa altri docenti e non richiama questo docente per le sue attività? A quante pubblicazioni di materiale scolastico è stato chiamato a collaborare il docente in questione? Che diritto ha di esprimersi sul manuale di educazione sessuale avendovi collaborato solo in parte? Quanto descritto rispetta la LORD?”

Ora: è evidente a chiunque segua il lavoro di Dell’Agnola che le sue frasi sono ironiche e non minacciose, a differenza di quelle di Guscio, addirittura sanzionate dal dipartimento. Soprattutto sono inserite in un contesto goliardico, ma lasciamo a lui rispondere a Robbiani:

ho letto con grande dispiacere l’interrogazione del signor Robbiani.

Io i miei studenti li rispetto. Eccome! Scrivo e mi esprimo liberamente, apro dibattiti sulla scuola anche con i miei libri e NON ho scopo di lucro con le mie pubblicazioni.

Il conflitto con gli adolescenti è produttivo, mi ha aiutato a crescere e a imparare.

Il fatto che Robbiani abbia svolto una puntuale ricerca per cogliere un commento del tutto ironico, innocuo (che risale credo a sei anni fa) decontestualizzandolo, è molto grave. Il conflitto è costruttivo e qui non c’è malinteso, nelle mie parole. Potete consultare tutta la mia cronologia Facebook, con consigli di letture, con testi, contenuti, opinioni. Sempre nel rispetto, magari con ironia. Certo. Promuovo libri su Teleticino con il permesso dei genitori e organizzando gratuitamente un dopo scuola di otto mercoledì pomeriggio all’anno. È ricchezza, per tutti.

Questa è la paura che si misura in questo cantone. La paura addirittura di non poter scrivere. Un clima incedibile. Assurdo.

Mercoledì è nata la mia seconda figlia. Sono felice, ma vorrei portare avanti le mie idee e le mie attività. Ci credo fortemente, con tutto il cuore. E stanno cercando di farmi fuori. Questo succede in Ticino, quando si alza un pochino il profilo.”

Noi non difendiamo Dell’Agnola. Aspettiamo solo che siano i suoi allievi a decidere, anche se dubitiamo fortemente che anche uno solo dei ragazzi leverà una parola per accusare il proprio maestro. Alla fine sono queste le cose che contano.

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