L’arroganza e le stupidità leghiste hanno dei complici

Di

Mirante Amaliadi Corrado Mordasini

Quello che è successo ad Amalia Mirante va oltre uno sgarbo personale o a una gestione miope della cosa pubblica. È paradigmatico di come i partiti borghesi vedono i socialisti. Ed è inutile puntare il dito solo sull’ottusa maggioranza comunale leghista, composta da sindaco e vicesindaco. Non scordiamoci gli altri due bellimbusti, il liberale e il PPD, che non solo non hanno alzato un dito, ma si sono spartiti i dicasteri emarginando in modo complice la rappresentante socialista attribuendole un dicastero da operetta.

Come diceva qualcuno, se guardiamo i numeri ci domandiamo come mai il PPD, che a Torricella-Taverne ha preso meno voti dei socialisti, concentri nel suo municipale Lorenzo Montini i dicasteri di: sicurezza pubblica, ambiente e territorio, traffico, piano regolatore, opere pubbliche edilizia privata. Mentre ad Amalia Mirante rimane: Cimitero.

È questa politica squallida e pressapochista che porta allo sfascio il nostro cantone. I partiti borghesi, quando c’è da spartirsi la torta, sono stranamente conniventi. Al punto di mettere all’angolo un’economista che avrebbe potuto gestire con grande esperienza e professionalità le finanze: un’Amalia Mirante, allieva di Baranzini, non proprio uno degli ultimi imbecilli nel cantone quando si parla di finanze.

Citiamo Alberto Leggeri, che in un post sui social si sfoga:

si tratta di una miserevole e puerile “vendetta” perché Amalia si oppone – giustamente! – ad azioni illegali ordite dai soliti maneggioni locali: essere in Municipio (verrebbe voglia di scriverlo al minuscolo, vista la statura politica di certa gente) apparentemente senza responsabilità, rende libere le mani per smascherare i traffici che costoro intessono dietro le quinte. La solita storia: in Ticino (e il successo della Lega la dice lunga al proposito) si pensava morta la politichetta fatta all’osteria imbrogliando gli ignari cittadini, invece prospera, eccome! Non solo Amalia deve fare questo lavoro di informazione, ma anche tutti quei municipali e consiglieri comunali che hanno un minimo di senso civico e dello Stato lo devono fare.”

E il Gran Consigliere Henrik Bang rincara la dose:

“La forza della democrazia ticinese e Svizzera sta nella concordanza. Valorizzare le competenze di ogni Municipale, creare un buon team con chiare regole permette al Municipio di raggiungere importanti traguardi per la soddisfazione della popolazione. Certo che se l’approccio è abbiamo vinto noi e decidiamo noi con le regole che vogliamo noi tempi duri sono in vista per la concordanza.”

Eh sì. Se questo è il modo di fare politica di certa gente, siamo alla frutta.

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