Ma che succede in casa PPD?

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Di

PPDdi Alessandro Schirm

Oggettivamente non li riconosciamo più, non sono più quei bravi conservatori di una volta, tutti casa, chiesa e consiglio parrocchiale che conoscevamo. Oggi, i PPD 2.0 non sai più come prenderli. Quelli per cui la famiglia era un cavallo di battaglia fino a ieri, oggi se ne fregano allegramente. Lo confermano i due voti negativi in Gran Consiglio: uno, quello sul credito al trasporto pubblico che è fruito per la maggior parte da giovani, l’altro sui radar mobili, creando così il presupposto per lasciare liberi di scorrazzare intorno alle elementari i pirati della strada.

Un po’ di nostalgia ci viene. I pipidini di una volta erano tosti e dovevi sempre guardarti le spalle, ma erano un nemico che conoscevi. Insomma, erano un “male” necessario, come la grandine o il vento.

Questi qui invece sembra che cavalchino soprattutto il vento populista, rendendo così difficile capire che direzione prendono. Come banderuole impazzite, oggi di qua, domani di là. Gli unici buonisti coglionisti con un po’ di coerenza nelle loro decisioni rimangono i socialisti e i verdi, perché sembrerà imbecille in quest’era moderna, ma hanno una linea da seguire e delle idee. Gli altri ormai dell’ideale non sanno più che farsene.

Meglio seguire l’onda populista per qualcuno. Attenti, però, a non perdere dall’altra parte: perché c’è gente stufa di queste decisioni inspiegabili.

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