Ma l’UDC ci fa o ci è?

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Di

Blocher 9 febbraiodi Bruno Samaden

Yves Petignat, commentatore di “Le Temps”, nell’edizione di sabato si è chiesto come mai l’UDC non si renda conto di come l’immigrazione stia calando rendendo grossomodo inutile il loro famoso articolo costituzionale del 9 febbraio e di quanta immaginazione ci voglia per dire, di fronte a statistiche che dicono l’esatto contrario, che invece la situazione stia peggiorando.

La sua risposta, che ci sentiamo di condividere, è che l’UDC non può trovare successo elettorale se non continuando a lanciare allarmi e parlando solo di fatti negativi rispetto ai quali il partito di Blocher si pone come l’unica soluzione. Il pompiere che appicca l’incendio per essere celebrato come salvatore è figura storica e consumata della storia. Basti pensare, per rimanere vicino a persone care a buona parte dell’elettorato dell’estrema destra, a come Benito Mussolini raggiunse il potere in Italia: scatenando disordini e presentandosi come unico possibile argine agli stessi. L’UDC si è sempre comportata in questo modo, riscontrando sempre più il favore di un elettorato sensibile alla denuncia e poco avvezzo a verificare chi e come le criticità le risolve.

L’immigrazione sta calando e non è merito dell’UDC, ed è chiaro come in casa Democentrista regni la confusione e il non saper che pesci pigliare. Con i dati ufficiali diffusi settimana scorsa, sarà sempre più dura far credere al popolo che i Bilaterali danneggino solo, che gli immigrati ci tolgano il lavoro e che la riforma dell’asilo di Simonetta Sommaruga sia una schifezza. Proprio in merito a quest’ultimo argomento, il direttore della Weltwoche e Consigliere nazionale UDC Roger Köppel ha spiegato quale sarà la linea del partito: “Non si tratta per noi in primo luogo di contrastare la nuova legge sull’asilo, ma di battere la Consigliera federale Sommaruga. Per questo non faremo una campagna di inserzioni, perché non faremmo altro che sostenere la sinistrorsa stampa svizzera”.

Chiaro, no?

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