Maledetti terroni

Di

Poliziotto taxidi Matteo Rossi

Maledetti terroni che pretendono di scarrozzare gente così alla cazzo. La tragicomica saga che vede protagonista una fetta di poliziotti del nostro simpaticissimo e apertissimo cantone si arricchisce di un nuovo capitolo. Nessun atterramento, nessun taser, nessun uso di spray urticante al contrario del caso dei due agenti locarnesi condannati in appello di cui abbiamo dato notizia qualche settimana fa (http://gas.social/2016/03/25/caso-dei-due-agenti-condannati-a-locarno-ecco-cosa-e-successo-quella-mattina/), no. Questa volta un agente della cantonale ha deciso di emulare il mitico poliziotto Hüber degli “Svizzeri” di Aldo, Giovanni e Giacomo.

I fatti: Emi Lo Zio, manager dei Club Dogo, gruppo hip-hop milanese conosciuto ovunque (uno con i soldi che gli escono dalle orecchie), per motivi suoi ha deciso di prendere un taxi a Milano e di farsi portare verso Pregassona. Costa tanto, direte. Un treno? Ripetiamo: fatti suoi, ognuno i propri soldi li spende come vuole. Il tassista – che al Corriere della Sera (leggi l’articolo) afferma che il passeggero ha il diritto di farsi portare dove vuole, anche all’estero, basta che il tassametro sia sempre attivo – lo porta, ma il viaggio viene interrotto dal Rambo del Ceresio di cui sopra che ferma il taxi azzurro nella galleria Vedeggio-Cassarate e inizia il suo show, ignaro di essere registrato dai microfoni di sicurezza del taxi. “Quando ho ragione ho ragione!”, urla l’Hüber di turno. “Forse lei non ha capito: qui non siamo a Milano. Qui detto io quello che si fa! (…) Erano 400 franchi, ma spero sia il doppio o il triplo e questo signore, glielo dico io, va via in croce: 2016 anni fa un tizio veniva messo in croce, oggi lo metto in croce io un tizio” continua il poliziotto evidentemente catechista ed evangelicamente seguace di Ted Cruz, il candidato americano che frigge il bacon sulla canna di un fucile mentre spara. E in effetti la mano alla pistola la mette, il poliziotto, poiché, come afferma il tassista: “quando si è scaricata la batteria della mia Prius è entrato in funzione il motore a benzina, quello ha temuto che stessi scappando e mi ha addirittura minacciato mettendo mano alla pistola: ‘Per molto meno c’è chi si è preso una fucilata’”. Al muscolare agente, si spera, in fase di indagini sarà chiesto chi e perché si è preso fucilate.

L’apice del surreale viene raggiunto nella compilazione del verbale: difatti, il tapino ha scritto che il tassametro era in funzione. La prova, cioè, che scagiona da ogni cosa il tassista il quale – come già detto – ha solo il dovere di mantenerlo sempre in funzione. Per il resto, un cliente, può portarlo anche a Timbuctu.

Insomma, le teste calde nella polizia ultimamente fioccano come neve in Lapponia. Per Salvioni, a Locarno, va tutto bene. Attendiamo, curiosi e interessati, lo svolgimento di quest’altra indagine.

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