Radar mobili, come ha votato il Gran Consiglio

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Incidenti4di Corrado Mordasini

Ci sembrava doveroso, anche in nome delle 450 vittime annuali di incidenti stradali in Ticino, farvi sapere come hanno votato i vostri beniamini in Gran Consiglio. Come ha votato l’amico di papà, o quello simpatico, o quello che parla così bene, o quello che ha fatto il militare col Giampi. Insomma, quei signori e quelle signore che spesso vengono votati di pancia o per simpatia ma di cui poi non verifichiamo mai il voto.

Allora: esce un quadro interessante, anche se non poi così strano da questo voto.

L’estrema sinistra ci delude un po’ con un Pronzini Matteo assente, che così perde l’occasione di difendere il proletariato gommato dalle intrusioni del capitale travestito da agenti della stradale. Non ha dubbi invece il comunista Ay, che stavolta sposa contro natura i controlli polizieschi, comprendendone evidentemente l’utilità. Anche la verde Patuzzi risulta stranamente assente. Triste la compagna Tamara Merlo, orfana di selfie. Probabilmente dopo la tournee in Australia la bionda rappresentante verde sarà rimasta a casa a dormire, maledetto jet lag. Tutta la lacerante difficoltà della decisione la leggiamo nell’unico astenuto, Matteo Quadranti, diviso tra la libertà dell’automobilista e il primato dello Stato.

Gli altri leghisti e i PPD, partito della famiglia, inspiegabilmente optano per il SÌ, si vede che i figli dei PPD hanno gli airbag incorporati e non temono i pirati della strada. Socialisti e verdi, granitici come le scogliere di Dover perseverano poverini nella coerenza, votando no. La sicurezza prima di tutto. Bravi anche ai liberali questa volta, che antepongono le ossa del popolino a una bieca ricerca di voti facili.

Stupisce solo il giovane liberale Fabio Käppeli, che mesi fa in un gruppo interpartitico sponsorizzava l’aumento del limite di velocità a 130 km/h. Misteri della fede, confidiamo che crescendo la sua coerenza si consolidi.

E concludiamo con l’amico Massimiliano Robbiani che, da bravo leghista scodinzolante, schifa i radar in barba al suo ministro Gobbi. Viva la Lega a cento all’ora!

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