Sei un asilante, smetti di giocare

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Di

pallonedi Corrado Mordasini

Storie di ordinaria stupidità, narrazioni di idiozia e insensibilità si affastellano come legna marcia in un umido scantinato. Sembra che le parole “convivenza” o “tolleranza” siano diventati dei meri esercizi fonetici privi di significato. Parole vuote che non servono, in una società più che anestetizzata, quasi addormentata e insensibile ai diritti fondamentali delle genti.

E così ci troviamo di fronte al solito problema, legato da una parte all’intolleranza delle persone e dall’altra alla stupidità di chi questa società la dirige e stabilisce le regole che la contraddistinguono.

I richiedenti l’asilo minorenni del centro Ramparts di Friborgo possono giocare a calcio solo fino alle 19:00. Dai, d’altronde siamo in Svizzera, il paese dove i negozi chiudono alle 18:30 e la domenica se usi il tagliaerba arriva la polizia.

Peccato che i loro coetanei svizzeri possano invece sgambettare fino alle 21:00. Colpevole l’azienda privata ORS. Cos’è l’ORS? Una cosa che da noi non esiste. Un’azienda privata che lavora nell’ambito e nella gestione di richiedenti d’asilo. ORS gestisce il centro di cui sopra e avrebbe, in seguito alle lamentele di alcuni vicini, deciso per il coprifuoco. Vergognoso, se si pensa che il pallone è probabilmente uno dei pochi momenti spensierati che hanno questi ragazzi. Fortunatamente una certa società civile si è ribellata. Addirittura, il portavoce della polizia conferma che gli orari di quiete vanno dalle 21:00 alle 7:00 e che dunque i ragazzi hanno tutto il diritto di esprimere la propria gioia nel gioco.

Una misura discriminatoria dunque, che anche in seguito alle proteste della popolazione, i cui figli spesso giocano coi richiedenti, è venuta a cadere. Timide e un po’ tristi le scuse dell’ORS, che invoca come priorità la serenità all’interno del quartiere. Il punto è se ricerchi la serenità o se semplicemente se ti pieghi a tre telefonate dei soliti babbioni che non sopportano neanche il cinguettio di una cincia, figuriamoci gli schiamazzi dei ragazzini nel piazzale.

Io voglio pensare che anche se a volte ci danno fastidio, ci si aggroviglia il cervello e siamo esasperati, saremo sempre disposti ad ascoltare le strilla dei bambini che giocano in un piazzale. Non c’è niente di più normale, sano e bello.

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