Tanto tuonò che non piovve

Di

Borradori e Bertinidi Bruno Samaden

Tanto tuonò che non piovve, la grande rincorsa liberale radicale a Lugano – immaginata più dai consueti, esilaranti sondaggi del Giornale del Popolo che dal PLR stesso – non si è concretizzata: il Municipio resta a maggioranza leghista. Facile dire ora che sarebbe andata così, ma a bocce ferme si vede tutto più lucidamente.

La locomotiva Borradori non ha alcuna intenzione di fermarsi, ma dietro di lui c’è uno che scherza mica poco. Michele Bertini, a fronte di un arretramento del PLR, ha dimezzato il distacco che Borradori pose tra sé e Giorgio Giudici tre anni fa: non è poco. Come non è poco nemmeno ciò che emerge dal suo panachage: 1’434 voti gli sono arrivati da Lega/UDC, a dimostrazione del fatto che su certi (molti) temi PLR e Lega, a Lugano, vadano in festante braccetto. Sempre dal panachage, in casa liberale radicale, emerge come il soccorso leghista non sia stato sufficiente a Fabio Schnellmann per entrare in Municipio: Badaracco è stato avvertito molto più “ministeriale” e ortodosso sia in casa PLR, e fin qui era pacifico, sia in casa leghista. E questo lo era molto di meno.

Della Lega va detto che, come al solito e come da caldo invito del Mattino di domenica scorsa, ha fatto pochissimo panachage votando in massa i propri candidati, salendo al 31%. Questa grande capacità di mobilitazione ha ancora aiutato il movimento leghista, molto più degli effettivi meriti e del “risanamento” frutto di “scelte dolorose” come sbandierato da un raggiante Borradori.

Per alcuni doveva cambiare molto, non è cambiato niente. La Sinistra è attesa a una legislatura di battaglia, con quanta forza lo si scoprirà oggi con lo spoglio delle schede per il Consiglio comunale.

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