“Aiuti” avvelenati

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Di

soldi economiadi Angela

No, non è un’invenzione della solita $inistra. Chi segue gli avvenimenti greci non ignora certamente che la maggior parte dei cosiddetti “aiuti alla Grecia” vanno a rimpinguare i fondi delle banche europee. E adesso lo confermano anche i Tedeschi e persino la “vecchia Signora” NZZ, portavoce della destra economica svizzera.

La European School of Management and Technology di Berlino e il quotidiano tedesco di economia e finanza Handelsblatt rivelano che dei 215,9 miliardi di euro finora erogati sono finiti nel bilancio dello Stato greco solo 9,7 miliardi corrispondenti al 4,5%. 86,9 miliardi vengono assorbiti dalle obbligazioni di Stato, 52,3 miliardi dagli interessi dei creditori. 37,3 miliardi è costata la ricapitalizzazione delle banche elleniche e 29,7 miliardi gli “adeguati stimoli” per la piccola ristrutturazione del debito avvenuta nel 2012.

Jörg Rocholl, presidente del centro di studi menzionato sopra e consigliere del ministero delle Finanze tedesco ammette che “i contribuenti europei hanno salvato gli investitori privati. Il pacchetto di aiuti è servito principalmente a salvare le banche europee. Non si rispetta il principio dell’economia di mercato secondo il quale anche gli investitori privati devono assumersi i propri rischi.” Gli istituti bancari ellenici hanno perso in borsa il 98% del loro valore. Altro che “salvataggio delle banche greche”! Gli economisti autori della ricerca concludono che sarebbe stato molto più vantaggioso e corretto attuare già nel 2010 un taglio del debito di Atene. Ma il governo tedesco, lo si vede in questi giorni, persegue la linea dura.

Colpisce in questa triste e intricata vicenda il continuo abuso, da parte di quasi tutti i media, dei termini “aiuto” e “programmi di aiuto”. Al comune cittadino vengono in mente la Catena della solidarietà, i soccorsi umanitari forniti ai paesi colpiti da terremoti e tsunami. Nemmeno per un istante si pensa ad una restituzione di questi aiuti.

Perché – si chiede a giusta ragione il giornalista Urs Gasche – non utilizziamo la stessa terminologia in Svizzera quando si concedono crediti, a condizioni agevolate, per l’agricoltura, per il settore alberghiero? O quando, per esempio, vengono stanziati 400 milioni di aiuti pubblici per l’aeroporto di Zurigo?

“O parole, quanti crimini si commettono in vostro nome!” (Eugène Ionesco)

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