Belle teste di coccio

Di

Musulmanadi Alessandro Schirm

A Therwil, o perlomeno nella scuola di Therwil, probabilmente vorrebbero nascondersi sotto un sasso. Il tema lo sapete. Due ragazzi musulmani non vogliono stringere la mano alle docenti femmine. Questo è integralismo, poche storie, e rende difficile la vita a tutti i musulmani moderati, che questi li prenderebbero volentieri a sberle: a loro e ai loro genitori. Difficile infatti credere che dietro due quattordicenni ci sia una volontà talmente ferrea da andare contro le istituzioni, se non supportati dalla famiglia.

La cosa evolve. La scuola, per non avere problemi accetta l’astensione dalla stretta di mano. Sommaruga però sbrocca dicendo che è una cosa impensabile. Dietrofront allora delle autorità cantonali, che dicono: no, lo fanno tutti e lo fate anche voi, il rispetto all’interno della scuola e tra le persone prevale sulle idee religiose.

Anche perché giustamente, un domani, se arriva un pastafariano e si ostina a girare con uno scolapasta in testa non possiamo dirgli nulla. Scherzi a parte, nemmeno la minaccia di una multa fa retrocedere i poveri piccoli integralisti su procura che si rifiutano ancora di dare la mano alle professoresse.

Insomma un bel casino che ci fa perdere un sacco di tempo, esacerba gli animi e avrà quasi sicuramente un epilogo logico. Una consuetudine locale dell’istituto scolastico deve avere la priorità, come ha la priorità, per esempio, la salute dei ragazzi: se a ginnastica è previsto nuoto, lo si deve fare, a prescindere della religione. Sennò creeremmo delle scuole à la carte. La scuola pubblica ha un ruolo, quello di trattare tutti gli allievi allo stesso modo, sia nel bene sia nel male. Se a qualcuno non va bene può sempre decidere di mandare i figli a una scuola privata. Se la scuola pubblica si piegasse a un diktat religioso, che sia esso musulmano, induista o cristiano, verrebbe meno al suo ruolo di scuola laica ed egualitaria.

L’eguaglianza è un pilastro della nostra scuola, un pilastro della Svizzera moderna. I figli di immigrati devono avere gli stessi diritti di quelli svizzeri ma, proprio per favorirne l’integrazione, devono anche averne i doveri. E ci spiace davvero per questi due poveri ragazzi, quasi sicuramente plagiati da un’idea oscurantista e retrograda, involontarie vittime di una guerra ideologica tra gli adulti.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!