Donatello: razzista e fiero?

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Di

Donatello Poggidi Corrado Mordasini

Ci eravamo illusi che il revisionismo storico fosse relegato a quattro imbecilli che si ostinano a negare l’Olocausto. Ci accorgiamo invece che la mamma dei revisionisti è sempre incinta e partorisce, anche alle nostre latitudini, ometti che salgono in cattedra a sostenere le loro sconclusionate tesi che, in fondo, vogliono arrivare a una sola conclusione.

Poggi è stato condannato per discriminazione razziale, segnatamente in merito a tesi revisioniste legate alle guerra serbo bosniaca e all’eccidio di Srebrenica che 20 anni fa insanguinò i Balcani. L’errore dei martiri di Srebrenica è poi solo, supponiamo, quello di essere musulmani. Altrimenti non riusciamo a capire perché l’orgogliosamente Svizzero e razzista Poggi si sia addentrato in un territorio che non è il suo, visto che di solito razzola tra piccole e squallide beghe regionali.

A giorni Poggi dovrà andare a processo, avendo fatto ricorso a una sentenza di primo grado che lo condannava a quasi 6’000 franchi di multa sospesa condizionalmente e 1’300 franchi di tasse e spese giudiziarie per discriminazione razziale.

L’anno scorso erano 20 anni dal massacro di Srebrenica, ritenuto il peggiore eccidio in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale. Milosevic, processato poi all’Aja come criminale di guerra, gli ultranazionalisti serbi, le Tigri di Arkan e i paramilitari degli Scorpioni Rossi, uccidono in pochi giorni 8000 musulmani bosniaci maschi, compresi vecchi e ragazzini. Un genocidio di logica. Gli uomini vanno fatti fuori. Le donne violentate. Nemmeno un idiota all’ultimo stadio con tutte le testimonianze, i filmati e le immagini sull’eccidio avrebbe il coraggio di negare. Nessuna persona con un briciolo di onestà intellettuale avrebbe il coraggio di alzare lo sguardo e dire che non è andata così.

Ma Donatello è fatto alla sua maniera e ormai sembra ossessionato non si sa bene da che. Cosa vuole dimostrarci il toscano Poggi? La supremazia della razza etrusca su tutti gli altri? Eh sì, perché noi qui siamo celto liguri, e lo straniero è lui. Uno senza radici e senza identità che la cerca disperatamente nell’annientamento altrui?

Lascia una grande tristezza sapere che non solo c’è stata una sentenza, ma che l’ostinazione di Poggi lo porta addirittura a fare ricorso. Contro di lui, a patrocinare i denuncianti l’avvocato Paolo Bernasconi che, piaccia o no, è un mastino. Quando ti azzanna non molla l’osso tanto facilmente. E se Bernasconi oggi rappresenta 8000 ragazzi, vecchi e uomini torturati e fucilati alla schiena contro un ometto livoroso e razzista, io sto con Bernasconi, e gli porto anche l’acqua quando ha sete tra un’arringa e l’altra.

50 milioni di morti ci è costata la Seconda guerra mondiale. L’ONU nacque proprio, almeno in teoria, per far sì che non accadessero più macelli del genere. Non ci è riuscita. Però cerchiamo almeno di ridare dignità e pace a quelle ossa nelle fosse comuni.

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