Furore

Pubblicità

Di

Bambino

di Corrado Mordasini

Pensa.

Pensa.

Pensa a chi deve tirare fuori il cadaverino di un bambino di un anno dal mare. Un fagotto gonfio e fradicio dallo sguardo spento. Un otre di pelle salmastra. Un involucro da cui la vita è scivolata come un soffio di fumo.

Pensa a quell’uomo con la barba rossa di Sea Rescue: pensa alla sua casa, alla sua donna e alla sua famiglia. Pensa che quell’uomo non sarà più lo stesso. Pensa a quando a letto, la sera, guarderà il soffitto, pensando che quel bambino avrebbe potuto essere suo figlio e soprattutto, pensa al furore che prova quell’uomo.

Furore.

Già. John Steinbeck ce lo raccontava il suo furore, quando i dannati della terra erano la sua stessa gente che lavorava e moriva di fame per pochi dollari. Nel suo capolavoro, “Furore”, appunto, una famiglia di braccianti dell’Oklahoma migrati in California per fame si trovano a essere sfruttati per pochi soldi. Rosa Tea, la figlia, incinta, viene abbandonata dal marito e partorisce sull’assale di un furgone, dando alla luce un bimbo morto. A zio John, l’incombenza di seppellirlo. Ma fuori c’è un’alluvione.

John prende la pala e la cassetta di frutta in cui è adagiato il bambino, scende nell’acqua che gli arriva alla cintura ed avanza nel liquido giallo e putrido. Non seppellirà quel bambino, lo farà diventare un messaggio. Lo abbandonerà alla corrente dicendo in toni selvaggi:

Vai, naviga e vendicaci. Raccontalo a tutti. Marcisci! Solo così potrai farti sentire.

Noi continuiamo a trovare bambini gonfi d’acqua in mare, e con quelli che non troviamo, banchettano certo i pesci saprofagi. E allora andate bimbi belli, cuori di mamma, andate sulle tavole dei senza Dio, andate con patate e maionese a gridare il vostro furore. Entrate nelle gole e scendete negli intestini. Sciogliete la vostra angoscia nelle viscere di chi ormai non ha più nulla in cui credere.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!