Giubileo salvato dal prepuzio?

Di

francesco papadi Werner

La prima Chiesa, quella più visibile, simpatica (e- scusate – di grande audience) è espressa dall’uomo Bergoglio: è diretta e concreta, e non fa mancare il suo giudizio sulla corruzione della curia e la necessità di incontrare, conoscere, soccorrere il prossimo.

La seconda Chiesa puzza di morte. Ricorderete forse, in febbraio, le riprese televisive del Gran Tour di Padre Pio, dal Gargano a Roma, 500 km di canti e lodi e gran giubilo di folla fino in Vaticano, le zumate sull’ispida barba, la salma fulminata dai flash, la teca di vetro strofinata coi santini nel mormorio di preghiere e di invocazioni urlate.

L’altra Chiesa, espressa da Papa Giovanni XXIII lo considerava “un idolo di stoppa”. Per Padre Agostino Gemelli, Padre Pio era “affetto da deficienza mentale”. Papa Pio XI ne aveva disposto la sospensione a divinis. La grande svolta giunse nel 1999 con Giovanni Paolo II fervente ammiratore del frate. Arrivarono in tempi da primato beatificazione e la canonizzazione a Roma, peraltro aborrita da Padre Pio come la Babilonia dell’Apocalisse.

A Roma, in questi giorni e fino a domani, 15 maggio, si innalzano sugli altari le reliquie degli apostoli Filippo e Giacomo. Il Giubileo 2016 è dunque l’occasione per riesumare mummie e scheletri di corpi santi; oppure loro parti, organi, viscere, stille di umori corporei, lembi di pelle, schegge di ossa, grumi di sangue, denti, unghie, peli, ciocche di capelli, bende.

Per attirare le folle e ridare slancio a un Anno Santo finora inferiore alle aspettative non resta che riesumare reliquie un tempo molto gettonate: il Santo Pannolino del Bambin Gesù (Duomo di Spoleto) o meglio ancora: una delle quattordici versioni del Santo Prepuzio.

Successo assicurato. Finalmente un vero Anno Santo.

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