Il mostro della palude

Di

Il mostrodi Corrado Mordasini

Riserva naturale Palazzetta a Stabio. Naturale, appunto.

Se io chiamo un qualunque posto “riserva naturale”, mi faccio un’idea abbastanza precisa del posto. Ne deduco che ci sia qualcosa di importante e raro o perlomeno da proteggere. Ma nella zona paludosa della Palazzetta sono spuntate delle modine. Mica salici o pioppi, delle modine: quelle paline che fanno presagire una costruzione, in questo caso un capannone industriale.

E qua c’è qualcosa che ci sfugge, come ci sfuggiva d’altronde perché ci fossero le attività estrattive degli inerti alla foce del Ticino del silos Ferrari anche se era una zona protetta a livello federale. Situazione che Borradori normalizzò facendo sloggiare le draghe, ma solo sotto pressione di migliaia di mail da parte di ecologisti e sinistri. Ma noi in Ticino siamo specialisti a sbattercene le balle delle leggi quando ci fa comodo, soprattutto riguardo all’edilizia.

Scopriamo così una bella cosa. Citiamo da un articolo di TIO:

Effettivamente sul tavolo del Municipio da quasi due settimane c’è una domanda di costruzione per realizzare un nuovo capannone aziendale in una piccola porzione del biotopo. L’area è riconosciuta come “riserva naturale” e “palude d’importanza cantonale” nel Piano direttore del 2009. Ma la porzione interessata è stata inserita a Piano regolatore come area industriale dal Comune.

E qua qualcos’altro ci sfugge, oltre alla pazienza. Come cacchio è possibile che parte di una zona naturale sia al contempo edificabile per stabili industriali? E ti credo che WWF e Cittadini per il territorio insorgono! Abbiamo perciò interpellato Ivo Durisch, capogruppo in Gran Consiglio per il PS e membro dei Cittadini per il territorio.

Durisch ci spiega che la zona è stata inserita come palude proprio per proteggerla, ma è a ridosso della zona industriale, una delle numerose storture di un territorio troppo costipato. Ora il Consiglio di Stato è avvisato, e dovrebbe far valere il decreto di protezione con i conseguenti margini di rispetto.

Forse non molti si rendono conto che se si è riusciti a mantenere molte zone naturali al riparo dalle speculazioni è proprio grazie a queste associazioni, spesso regionali, che tengono d’occhio le brutture e reagiscono prontamente al degrado o all’avidità di soliti. È grazie a loro che zone come la Valera o il Piano di Magadino hanno una dignità portata sotto gli occhi di tutti e non sono ancora state asfaltate.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!