Il trionfo del Leicester e quell’orgia in Thailandia

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Di

vardydi Jacopo Scarinci

Il calcio per alcuni è un divertimento per superficialotti. Beh, problemi loro. Perché ieri sera al triplice fischio di Chelsea-Tottenham, che col suo pareggio ha regalato la Premier League al Leicester, non ha vinto solo la banda di Claudio Ranieri ma anche l’epica che ha accompagnato le Foxes per tutti questi mesi.

Noi per primi ci siamo affezionati alla ridondante retorica dei piccoli che vincono, della squadra composta dall’ex operaio e da onesti mestieranti, da sconosciuti e ultra trentenni finalmente finiti in paradiso. Io, aficionado della prima ora, ho accompagnato alla tele ogni weekend la cavalcata di Claudio Ranieri, l’eterno secondo e forse unico allenatore della storia ad aver allenato Juventus, Roma e Inter senza aver vinto neanche un torneo parrocchiale, ad essere stato cacciato a pedate – roba che neanche ai ladroni pre-Tsipras – dalla Grecia che allenava dopo aver perso contro le isole Far Oer, loro sì con in squadra macellaio e carpentiere.

Comunque invece di sbrodolare ancora sulla “favola” e su una squadra che l’anno prossimo dovrà pensare soprattutto a non retrocedere, un pensiero commosso va a due fatti ancora più importanti. La prima è che la vera favola è stata quella del Tottenham, anche se finita nello strazio invece che in gloria: in un anno dove le altre londinesi fanno pietà, le due di Manchester sono disperse e il Liverpool fa piangere la buon anima di Bill Shankly – ma anche la panza di Benitez – il Tottenham s’è visto battere da una banda di antieroi e forse dovrà far passare altri 40 anni prima di vincere un campionato. La seconda, più succosa, è che tutta questa epopea del Leicester è nata da un’orgia in Thailandia.

Torniamo indietro al giugno del 2015, quando il Leicester ha fatto una tournée incassa-soldi in Thailandia, perché il signor Vichai Srivaddhanapra (tutto vero) oltreché proprietario delle Foxes è thailandese. E va benissimo. Meno bene invece è andata a tre giocatori del Leicester: Adam Smith, Tom Hopper e James Pearson, beccati a rivolgere insulti razzisti a delle prostitute locali dopo aver consumato un’orgia dai dettagli irriferibili, sono stati licenziati in tronco. Con loro, pochi giorni dopo, il padre di James, l’allenatore Nigel Pearson. Il presidente del cui cognome non voglio fare copia/incolla – è lo stesso di poche righe sopra – decide di assumere Ranieri e lo spettacolo ha potuto iniziare.

Citando la pagina facebook Il Calcio Inglese, “Claudio Ranieri è l’unico ad aver completato Football Manager nella vita reale”. Dilly ding, dilly dong. Applausi.

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