La logorrea dei clic

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Rubrica Weickdi Werner Weick

Conosco una coppia che in due settimane di vacanza ha scattato oltre diecimila foto. Riuscite a immaginarveli durante una loro giornata per così dire normale, stregati da un vortice di clic, da un orgasmo di scatti, in questo caso fortunatamente condiviso da tutti e due? Incuriosito, ho chiesto cosa facessero delle fotografie raccolte.

Niente, non le selezionano mai.

Ingombrano computer, schede di memoria e dischi rigidi per chissà quanto tempo, in attesa di un dopo rinviato all’indomani. È un fenomeno molto frequente da quando la diffusione della fotografia digitale ci permette di scattare migliaia di foto a costo zero, senza consumare rullini.

Da allora succede di tutto a cominciare da quei genitori implacabili che documentano ogni istante di vita dei loro pargoli, dal primo vagito al primo giorno di scuola, col sottile pericolo – tra l’altro – di alimentare nei figli che si crederanno il “ centro dell’universo” una consapevolezza di sé eccessivamente precoce. E poiché il troppo si autoalimenta di continuo col troppo le foto vengono immancabilmente condivise, inviate ad amici e conoscenti come biglietti di augurio. Siamo alla logorrea dell’immagine.

In genere si fotografa d’impulso, per catturare la magia di un momento. Ma se non avviene una selezione tutto si intasa. E si arriva al paradosso del ricordo che cancella il ricordo. Sembra infatti che nel cervello l’eccessiva quantità di foto influenzi negativamente, i meccanismi di formazione dei ricordi.

Propongo un esperimento. Rinunciamo, per una volta, allo scatto furioso. Una buona fotografia richiede attenzione, pratica e soprattutto tempo, quello necessario per migliorarsi. Facciamo attenzione alla direzione della luce. Osserviamo tutti i dettagli. Esercitiamoci a riconoscere una buona inquadratura. O meglio ancora: godiamoci senza filtri tecnologici, il momento che ci è dato vivere.

Forse il ricordo sarà più intenso.

Diffuso in Moby Dick, RSI, Rete 2, sabato 30.4.2016

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/moby-dick/Questioni-di-gusto-7261100.html

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