La lunga morte di Seveso

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Di

Immdi Angela

A Seveso la diossina continua ad uccidere. È una delle sostanze chimiche più tossiche. Ogni anno si registrano 653 nuovi casi di tumore al colon retto tra gli abitanti della provincia di Monza e Brianza (55 a Seveso). I casi di cancro alla mammella sono stati 750 nel 2015, di cui 125 nella sola città di Seveso. C’è stato un incremento del 23% delle morti precoci tra gli abitanti più colpiti da diossina per patologie cardiovascolari e respiratorie. Gli uomini nati tra il 1977 e il 1988 da madri contaminate dalla diossina, hanno un numero di spermatozoi inferiore del 50% e con maggiori problemi di infertilità rispetto al campione di riferimento.

È quanto è emerso la settimana scorsa a Seveso durante un convegno promosso dall’Ordine dei medici di Monza e Brianza, a distanza di quarant’anni dalla nube tossica sprigionatasi dal reattore dell’Icmesa il 10 luglio 1976.

Gli abitanti della zona vennero informati della gravità della situazione solo otto giorno dopo la fuoriuscita della diossina. I procedimenti giudiziari nei confronti della multinazionale Givaudan furono annullati dopo il pagamento di 300 miliardi di lire allo Stato italiano, alla Regione Lombardia e ai privati.

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