Le Migliori di Facebook: Ci stiamo giocando il presente e il futuro

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Migliori di FacebookDal mio punto di vista le mobilitazioni francesi non sono solo per la riforma della Legge sul lavoro. Non credo siano scesi in piazza (Nuit Debout) nemmeno per protestare. Ha a che vedere con il disagio della gente, del popolo francese come dello spagnolo 5 anni fa. Un popolo stanco e stufo dei suoi governanti corrotti politicamente e ideologicamente, messi in ginocchio dalla troika, dalle imposizioni del potere economico europeo e internazionale. La sinistra europea, come in alcuni casi anche in Svizzera (pardon), non ha ancora capito che con una-due riforme importanti non si risolveranno i problemi dei cittadini, al meno non di quelli che dice di difendere. Qui non ci stiamo giocando un’ideologia o un rimanere in governo; ci stiamo giocando il presente e il futuro di un’intera generazione. La Sinistra quindi non dovrebbe voler riformare l’attuale società, dovrebbe lottare per cambiarla. La Sinistra sogna, sì, e sogna con una società dove esistano politiche che non escludano i ceti bassi, dove non esistano salari da fame, dove ci sia un tetto massimo salariale, dove si rispettino i diritti umani. Dove l’educazione e la sanità siano servizi pubblici sempre e comunque. Dove si facciano politiche che rispettino l’ambiente.

La citata Legge del lavoro di Manuel Valls, come lui stesso ha confermato, è ispirata nella riforma del governo spagnolo di Rajoy. Già in partenza, leggere la sorpresa dei politici conservatori francesi che applaudono una riforma che nemmeno Sarkozy avrebbe avuto il coraggio di proporre, la cosa puzza. Come in Spagna, essa prevede se non sbaglio, licenziamenti collettivi in caso di necessità, abbassamento dei salari, riduzione dell’indennità dopo il licenziamento…

Siccome sono spagnolo e ho vissuto le conseguenze della riforma spagnola, mi permetto di spiegare brevemente le sue conseguenze con qualche dato. In Spagna, dopo la riforma si è passato dal 26% di disoccupazione a circa il 22%. Bravi questi di destra, se non fosse per alcuni “piccoli dettagli”: i migranti sono tornati a casa loro, più di un milione di spagnoli hanno dovuto emigrare; i licenziamenti sono diventati pratica comune con la nuova “flessibilità”; tanti dei nuovi contratti di lavoro si firmano in condizioni di estrema precarietà (300€ al 50%, 600 al 100%…) e un lungo eccetera.

Per questi e tanti altri motivi credo che dovremmo capire perché la gente scende in piazza in Francia, in Spagna e in altri paesi. Io scenderei e credo che anche tanti dei lettori di questo blog.

PS: Solidarietà con i lavoratori francesi.

Carmelo Diaz Del Moral

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