Robbiani umiliato dal Consiglio di Stato

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di Corrado Mordasini

Ci eravamo già chinati a suo tempo sull’interrogazione del Gran Consigliere Massimiliano Robbiani nei confronti di un inconsapevole Daniele Dell’Agnola, docente di Biasca (leggi qui l’articolo). Per una sua vendetta trasversale, essendo stata sanzionata la leghista e docente Lelia Guscio, il Robbiani non trovava nulla di meglio che intasare il Consiglio di Stato con l’ennesima inutile interrogazione.

Ma stavolta il Consiglio di Stato si è evidentemente rotto gli zebedei di perdere tempo per interrogazioni immotivate, livorose e vendicative, atte solo a portare acqua e pubblicità al mulino leghista. Ecco la risposta:

“La sua interrogazione, ci si permetta di dirlo, si apre con un articolato cappello in cui fatti puntuali sono frammisti a giudizi di valore, interpretazioni, considerazioni di natura più o meno politica che in larghissima misura propongono una visione caricaturale della realtà, poco consona ad un’interrogazione”.

Dell’Agnola innocente dunque, e preso di mira con livore e ingiustamente. Al Consiglio di Stato evidentemente fumano un po’, e nella risposta scrive che Dell’Agnola:

“gode della stima del mondo scolastico e quindi, quale collaboratore del Cantone, anche dello scrivente Consiglio. Attivo da 16 anni nelle scuole medie e nelle professionali superiori, da quattro alla SUPSI, nonché docente di pratica professionale, il signor Dell’Agnola svolge un’intensa attività in ambito didattico, culturale, sociale anche al di fuori dell’ambito scolastico”. Dell’Agnola inoltre: “non ha mai inteso svolgere, in ambito scolastico, attività politica nell’accezione intesa dall’interrogante. Il suo progetto educativo è invece volto, nel pieno rispetto dei piani di studio, alla formazione di uno spirito critico, di autonomia di giudizio, e di confronto dialettico con gli altri e con il potere, osservando sempre il rispetto dei diritti e della dignità altrui”. (…)Prima di scrivere occorre documentarsi, ascoltare chi ha opinioni diverse, mediare, soprattutto per un tema così delicato”.

Da noi raggiunto, Daniele Dell’Agnola ci da una lezione, d’altronde è docente, di correttezza e serenità:

“Oggi, prima ancora di sapere che avrebbero pubblicato la risposta all’interrogazione, ho ricevuto dei bellissimi messaggi manoscritti da parte dei miei allievi. È stato un caso. Sono carte e parole che contano e che conserverò come un tesoro nel mio archivio: le ho condivise questa sera con i miei genitori e con la compagna. L’interrogazione? Ha permesso di scavare nei miei progetti addirittura fino a sei anni e mezzo fa per verificare se tutto era davvero in regola. Tutto è in regola, anche se, molto onestamente, quando si inventa, si produce, si fa, qualche sbaglio potrebbe anche scappare. Nel mio caso non è stato così. Meglio. In questi mesi sto dedicando tempi preziosi alla mia famiglia, ai miei bimbi e al mio nuovo romanzo. Non ho tempo per reagire alle provocazioni. Andiamo avanti senza lasciarci ingabbiare, rispettando l’altro.”

Certo che, come fa il governo, chiedere a Robbiani di meditare è come chiedere a un pollo di fare un volo transoceanico. Attendiamo fiduciosi la prossima interrogazione cretina che ci farà buttare soldi dello Stato in risposte inutili.

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