Sicuri che la Destra si fermi con altro estremismo?

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Di

comunismo 2di Marco Cattaneo

Angelica Lepori, trozkista dell’MPS e ricercatrice SUPSI, ieri al Telegiornale in pratica ha detto che la responsabilità dell’avanzata dell’estrema destra è anche di una sinistra che, offrendo le stesse soluzioni dei partiti borghesi, disorienta il proprio elettorato portandolo a modificare il proprio voto. Non contenta, ha aggiunto che laddove la sinistra resta coerente e offre un programma degno del suo nome gli elettori la premiano. L’esempio portato è quello della Spagna, con Podemos.

Siamo alle solite. Dall’alto di neanche un punto percentuale di voti, l’estrema sinistra dispensa lezioni su come si debba o non debba combattere una destra sempre più vincente a livello europeo. Il solito ritornello, quello del partito socialista che da una ventina d’anni si spartisce il potere con i partiti di destra ed è finito per diventare come loro, proponendo politiche di austerità e peggiorando le condizioni del proprio elettorato di riferimento. Il solito ritornello che ha stufato, primo perché (chiedere a Simonetta Sommaruga, una a caso) non è così; secondo perché è veramente difficile dar retta a chi è estremista solo a parole e, non raccogliendo manco l’1%, sicuramente non può definirsi infrangibile barriera di protezione dall’avanzata della destra.

In Spagna, Podemos ha fatto perdere quasi due milioni di voti al PSOE di Pedro Sanchez, regalando comunque al Paese iberico sei mesi senza Governo e un ritorno anticipato alle urne, a fine giugno. Questo perché il partito di Pablo Iglesias, tramite consultazione interna, ha massicciamente rifiutato ogni forma di collaborazione offerta dai socialisti. Il risultato qual è? Dai primi sondaggi sembra tornata la spinta verso i Popolari di Rajoy, il quale a giugno – grazie a Podemos, quindi – potrebbe tornare al Governo.

La morale è che ci sarà sempre qualcuno più a sinistra di te. Ma questo qualcuno non fermerà mai la destra, anzi, l’aiuterà: come Bertinotti in Italia, Lafontaine in Germania, Mélenchon in Francia. Se gli piace così facciano, ma non si ergano a salvatori della patria.

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