Sono proprio fortunato

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Di

Photdi Gerundio Enzian,

letterato a riposo e già candidato al Gran Consiglio per la Lega Lugano Est

Sono proprio fortunato: sono svizzero.

Figlio di padre svizzero e di madre svizzera discendente da nobile ancorché decaduta ed estinta famiglia patrizia di Lugano, sono nato in casa all’ombra della Cattedrale di San Lorenzo, a due passi dalla Curia vescovile, nel quartiere di Lugano centro. Grazie a mio padre, non sono badola né, Dio non voglia, francese mangiarane, o tedesco obeso di birra, o austroungarico suddito di Cecco Beppe. Per non parlare di Africa, Sud/Nord America, Slavonia, Asia, Oceania. La mia pelle è chiara, come si addice alle brave persone, e i capelli, ormai bianchi, furono castani e lisci: non ricci negroidi, non biondi slavati o rossi. Sono stato allevato nella Sacra Religione che fu dei nostri Padri, e non devo dunque portare i boccoli dietro le orecchie, né prostrarmi un mucchio di volte al giorno verso l’Arabia, e tantomeno trattare le vacche come se fossero mie parenti. Svizzero, ma ticinese, da non confondere con i balivi d’oltralpe luterani, o con i romandi calvinisti che ci fregano appena possono, o i romanci mezzo tedeschi e mezzo tagliani.

Ticinese, va bene, ma occhio. Come si possono chiamare ticinesi davvero quelli di Chiasso o di Melide, così vicini alla fallitalia? Non mi facciano ridere: quelli sono ticinesi per modo di dire, in conseguenza di una cappellata storica risalente a Napoleone (francese per un pelo, se no regnicolo savoiardo: non hai che da scegliere) e al Congresso di Vienna. L’albero della libertà fu mica eretto a Mendrisio! Mendrisio che piange perché l’Armani se ne torna a Milano: ma ci hanno mai pensato a quanti frontaliers mangiaramina in meno intaseranno le loro strade? E che dire dei bellinzonesi e/o dei locarnesi? Da Bellinzona in su è tutto Uri e a Locarno credono di essere sopracenerini: begli ignoranti, ma che guardino una buona volta una carta geografica! Se ne era reso conto perfino il Bonaparte, che, per disgrazia nostra, li aveva messi nel Cantone di Lugano. Lasciamo stare i culèta e quelli della valle che scende fino al piano della Stampa, troppo vicini al San Lucio per essere veri svizzeri, e tutta la banda di vallerani delle varie stirpi (leponti, rezi, transpadani e simili). Diciamo che si potrebbe parlare di Ticino per quella regione che va da Paradiso al Monte Ceneri, ma senza esagerare. Quelli di Taverne, Mezzovico e Rivera sono troppo attaccati al bellinzonese, quindi su di loro si possono nutrire dubbi e, diritto romano permettendo, in dubio contra reum. Io li lascio bollire nel loro brodo e cerco di non mischiarmi con loro. Adesso pensate a quelli di Paradiso: gente tanto poco attaccata al suo paese da avergli cambiato il nome da Calprino a Paradiso. Loro dicono che “un tempo” il comune si chiamava Calprino, come se fosse roba di chissà quanto tempo fa: in realtà la faccenda è avvenuta nel 1929, essenzialmente a fini turistici. Ma che senso di appartenenza hanno, se per attirare due crucchi sono stati disposti a cambiare nome? Ticinesi quelli lì? Ma dài! Come quelli di Paradiso, hanno venduto l’anima agli stranieri in vacanza e alle banche anche i luganesi dall’uscita sud dell’autostrada fino alle scuole di Molino Nuovo, e perciò faccio fatica a considerarli ticinesi doc. Restano quelli della Ressiga, abitatori di una landa colonizzata da calciatori e hockeisti multietnici e informatici di pura provenienza straniera e züchina: fö di ball dal Tesin! Politicamente parlando, da vero svizzero ticinese non sono liberale, attaccato a una ideologia giudeo-massonica nata trecento anni fa in Francia (covo di terroristi), né un pipidog che ascolta con deferenza voci che vengono d’ingiù, oggi addirittura sudamericane e filo-gay, né, tantomeno, $ocialista e kompagnia bella che, anche se dicono di no, girano con il libretto ro$$o di Mao in tasca, rimpiangono Stalin e Pol Pot e propongono tasse su tasse. Potrei essere UDC ma, con le menate tra il Piero Marchesi e il Paolo Camillo Minotti, chi si fida?

Io sono proprio fortunato: sono un vero svizzero ticinese Est-Lugano-Leghista perché abito, da quando ho potuto scegliere il mio domicilio, tra Via Beltramina e Via Brentani, quartiere che include, non a caso, Via Monte Boglia.

Viva la Lega Lugano Est!

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