Sono un buzzurro: sono anche un criminale?

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Di

svizzeridi Shevek

Questa pretesa di omologazione culturale mi ha frantumato le gonadi oltre ogni dire. Non ti adegui a qualsiasi-cosa-qualche-rompicoglioni-identitario-pretende-essere-una-consuetudine-elvetica? Ipso facto diventi una merda indegna di vivere in Svizzera. Cheppalle!

Prendi il caso dei ragazzini musulmani di Basilea Campagna, con il loro rifiuto di stringere la mano alle loro professoresse. Cosa se ne può dire? Boh. Banalità: poiché si rifiutano per motivi religiosi, la loro religione è un’accozzaglia di cretinate sessuofobe. Tante grazie, lo sapevamo già. Come d’altronde le altre religioni monoteiste rivelate. Ebraismo, cristianesimo, islam: spazzatura filosofica, nella Storia fonte soprattutto di discriminazioni, persecuzioni, guerre, massacri e altre amenità. Vabbe’. E poi? E poi quei ragazzini sono dei buzzurri. C’è altro?

No, non c’è altro. Non può esserci altro. Essere buzzurri e gretti e meschini e fanatici e sessuofobi è da idioti, è da coglioni, è da stronzi finché si vuole, ma non è un reato, fino a prova contraria. O sì?

Sì, pare.

Fin dall’inizio sarebbe stato più semplice tentare un dialogo: discutere, spiegare, confrontarsi, argomentare. Alla peggio, se proprio fosse stato impossibile convincerli, allora ignorarli e lasciarli nel loro isolamento, ché tanto, quando poi usciranno dalla scuola e vorranno trovare un lavoro qualsiasi, dovranno per forza adattarsi a stringere mani di donne, uomini, gay, lesbiche, trans e tutto l’infinito, meraviglioso arcobaleno dei generi della specie umana. Insomma, la vita li avrebbe aggiustati comunque. Invece da subito il caso dei due giovani buzzurri islamici è stato cavalcato dagli identitaristi della solita Destra xenofoba: un comodo casus belli per starnazzare, as usual, contro il multikulturalismo (sì, con la k, poveretti). Aperto questo frame cognitivo (“Non si adattano! Non si integrano! Non accettano le nostre tradizioni!”), tutti dietro. Ma proprio tutti tutti, eh. Sigh!

Leggo (qui) infatti che ora, per il rifiuto di stringere la mano alle professoresse, i ragazzini e i loro genitori di Therwil verranno sanzionati. Occhio, eh! Non hanno preso a calci le professoresse. Non hanno sputato loro addosso. Non le hanno insultate. Quelli sì sarebbero stati reati, eccome! Macché: i due aspiranti taliban hanno solo rifiutato di stringer loro la mano. Eppure tanto basta: multa, sanzione. Fino a 5’000 franchi.

La ministra Simonetta Sommaruga spiega: “Darsi la mano fa parte delle tradizioni culturali” della Svizzera. Ah, ecco: le tradizioni culturali. Urca! Da quando le tradizioni culturali sono diventate vincolanti? E poi che accidenti sono le tradizioni culturali? Chi le sancisce? Simonetta Sommaruga? Il Consiglio federale? Le Camere federali? Il Consiglio di Stato di Basilea Campagna? L’UDC? La Lega dei Ticinesi? Io? Tu? C’è un “Codice svizzero delle tradizioni culturali”? Se rifiuto di stringere la mano a un leghista perché le sue idee del cazzo mi fanno ribrezzo e non lo stimo come persona, mi sanzionate? Se durante una cena invernale rifiuto di mangiare la raclette o la fondue o se durante una grigliata estiva mi nego i bratwurst o i cervelas, mi multate?

Ma che cazzo di Paese è diventata la Svizzera?

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